«Questo film aiuta a ritrovarci dopo il Covid»

PaviaCo-protagonista del film insieme a Kasia Smutniak è Francesco Colella che in "3/19" è Bruno, un uomo dal cuore grande che incontrando Camilla tornerà a vivere emozioni e sentimenti profondi. A presentarcelo, è lo stesso attore, l'altro ospite di questa sera insieme a Soldini.Chi è Bruno?«È un uomo che vive con semplicità la vita, in equilibrio con sé stesso. Quello che gli manca è l'accensione di un sentimento, cosa che avverrà con Camilla, una donna molto distante da lui ma che riesce ad ascoltare e comprendere in modo o profondo.» Cosa le ha lasciato questo personaggio?«Bruno è un personaggio che Soldini mi ha donato. Interpretarlo è stato come vivere un'educazione sentimentale, lo considero un uomo migliore di me. Mi ha spinto a voler essere alla sua altezza».Che luogo rappresenta l'obitorio nel film?«Gli obitori sono i centri del dolore dell'umanità, dove si assiste alla disperazione e al dolore legato alla perdita. Bruno qui accoglie il dolore altrui e decide di prendersi cura degli altri. In questo luogo, più "caldo" rispetto all'ufficio e alla casa di Camilla, il mio personaggio, avendo a che fare tutti i giorni con la morte, apprezza di più la vita e il tempo. Bruno aiuterà Camilla a vivere il tempo come suo amico».Il "3/19" del film, un lutto che non ha un nome, richiama drammaticamente il numero ogni giorno aggiornato dei morti della pandemia. Cosa ne pensa? «Il film insegna e racconta che anche la morte di uno sconosciuto va celebrata. È un gesto di altissima civiltà e umanità. Dopo un periodo in cui tanti morti sono state rimosse, trovo che una società che non onora e non ricorda i propri morti sia abbastanza inquietante. Quando si parla di cura al Covid e alla malattia c'è qualcuno che in maniera irresponsabile sembra essersi dimenticato di quanto accaduto. Siamo stati talmente tanto abituati ai numeri senza accorgerci che quei numeri erano delle persone uniche, con delle storie. La nostra memoria e il nostro apparato psichico sembrano aver rimosso tutto questo eppure è accaduto. Un film, un'opera d'arte, una storia devono invece aiutare a ritrovare noi stessi. Il film di Silvio contribuisce a questo: da qui la sua bellezza e la sua importanza». --