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PaviaGrazie per l'aiutodato a mia mammaVorrei con queste poche righe ringraziare i medici, una dottoressa e un dottore, chemercoledì 3 novembre scorso, transitando in via Mascherpa nei pressi dello studio fisioterapico Salus, verso le 14,30 circa, si sono prontamente fermati per soccorrere mia mamma che era caduta in strada picchiando la testa. L'abbiamo poi convinta ad andare al pronto soccorso dove dopo le visite e la Tac risultava tutto negativo. Grazie ancora per quanto avete fatto. Un ringraziamento anche a tutti i medici, infermieri e tutto il personale del pronto soccorso che nonostante la giornata impegnativa sono stati tutti cortesi non solo con mia mamma ma con tutti i ricoverati.Daniele Massara. PaviaLa protestaMusica, un silenzioche fa rumoreSabato alle 12 ho partecipato al flash mob in piazza della Vittoria a Pavia per #spazioallamusicapavia. Alla situazione dovuta alle restrizioni per la pandemia Covid e della mancata ripartenza vera e continuativa si aggiunge un perdurare di mancanza di spazi pubblici e privati per eventi. Chiusure forzate, scelte sbagliate, mancanza decennale di progettazione sui luoghi che vengono invece chiusi in modo pretestuoso, per altri si aspettano anni per ristrutturarli oppure sostituiti con nuovi più sicuri , più funzionali. C'è un vuoto da colmare, un silenzio che fa rumore. È finita l'estate dove ci siamo illusi che fosse possibile ripartire ma ora con l'inverno alle porte esplode l'emergenza di tanti locali live che sono chiusi o fortemente ridimensionati. Piccoli e grandi; anche il palazzetto dello sport non ospita più concerti o eventi non sportivi come negli anni passati. Zero! Nebbia fitta!Quando ci saranno risposte adeguate e progetti che diano ospitalità e futuro ai tanti progetti culturali? Quando ci saranno luoghi accessibili, fruibili a tutti gli artisti, le associazioni, le compagnie? E' possibile?! In altre realtà vicine alla nostra provincia stanno sorgendo spazi polifunzionali pubblici dal recupero di spazi in disuso e cogestiti da amministrazione pubblica, associazioni giovanili, privati.Silvio Petittoorganizzatore di eventiNo PassLa teatralitàdell'irresponsabilitàCerto che a intelletto scardinato da ogni umana condivisione ultimamente andiamo alla grande, anzi alla grandissima. Mentre leggevo e guardavo i no green pass sfilare per le strade con indosso la casacca dei campi di concentramento nazisti per crearsi più visibilità, la mente mi ha riportato sui detriti indelebili della Shoah, a quella bimba - Czeslawa Kwoka, polacca cattolica, 14 anni - morta nel campo di sterminio di Auschwitz. Terminata con un'iniezione di fenolo nel cuore. Una bambina innocente, colpevole di nulla, imputabile di niente. Poco prima dell'esecuzione, malmenata senza alcuna pietà.Citiamo giustamente questi accadimenti affinché tutti sappiano e nessuno dimentichi. Eppure qualcosa sta fuori posto, non quadra: ricordare, rammentare, sottolineare, non lascia spazio sufficiente alla coscienza di ognuno e di ciascuno per "circondare" con immediatezza queste manifestazioni di teatralità della morte e della sofferenza. In corteo con la casacca sdrucita a righe verticali, senza sapere quale sofferenza è stata imposta a un popolo, a una, a dieci o cento generazioni. In colonna per protestare facendo leva sul dolore inenarrabile di milioni di innocenti andati al macero per una ideologia. In ordine sparso ma ben irreggimentati per gridare il proprio dissenso-diniego usando l'ingiustizia più grande da grimaldello della propria irresponsabile superficialità.Chi miracolosamente sopravvissuto ha potuto raccontare il freddo dell'abbandono, la tragedia del sangue e della tortura, il silenzio della morte di tanti e troppi innocenti. Chi sopravvissuto al potere assoluto dell'uomo, è costretto ancora oggi a fare i conti con l'irresponsabilità delle parole, dei comportamenti, degli atteggiamenti teatralmente scomposti.Vincenzo Andraous. Pavia