Giorgetti: «Difendiamo la gente del Nord e Draghi non si tocca»

il reportage /1Alberto Mattioli / VARESEGiancarlo Giorgetti dal vivo e Matteo Salvini in video lanciano lo stesso messaggio: «Cercano di dividerci, non esiste la Lega di Giorgetti», dice il ministro. «Leggendo i giornali mi sembra di vivere su Marte. È da trent'anni che provano a farci litigare», ribadisce il segretario esagerando come al solito.Ma in realtà gli Stati generali della Lega lombarda a Varese sono, insieme, una dimostrazione di forza e un indirizzo programmatico. Per sostenere la candidatura di Matteo Bianchi che prova a riconquistare Varese, il feudo perduto del Carroccio, arrivano più di duecento sindaci, due ministri (Giorgetti live e Massimo Garavaglia virtuale), tre sottosegretari e il governatore Attilio Fontana. Messaggio numero uno: il partito ha una classe dirigente ben radicata sul territorio e la Lega lombarda è l'azionista di maggioranza di quella "nazionale". Messaggio numero due: il governo Draghi non si tocca, si rassegnino i No Vax, No Pass, no Europa e no tutto che pure nel partito non mancano. Così lo sveglio segretario lombardo, Fabrizio Cecchetti, elenca la pioggia di miliardi in arrivo con il decreto sostegni («C'è dietro un nome: Giancarlo Giorgetti»), con il Pnrr, per le Olimpiadi del '26 e così via. E delle polemiche sul Green pass che dice, Cecchetti? «Che qui in Lombardia non ci toccano. Abbiamo vaccinato quasi il 90% degli over 12. A noi servono certezze e pragmatismo. Non è che siamo pro o contro il pass: proprio non ci interessa». Però in piazza con i No Pass sono andati dei vostri deputati... «Ognuno è libero di manifestare. Certo, c'è modo e modo». Già, insieme con chi fa il saluto romano magari no... «Da profondo antifascista, io non lo farei mai».Insomma, c'è la ripresa, l'economia tira, le partite Iva fatturano: palla avanti e pedalare con Draghi. «Questo ci chiede la base. È chiaro che è più facile urlare che le cose non vanno di provare a cambiarle. Draghi ci sta riuscendo, quindi Salvini ha fatto la scelta giusta», spiega Giacomo Ghilardi, il giovane sindaco di Cinisello che per le partite Iva ha creato un assessorato ad hoc. Chiaro quindi che il superdraghiano Giorgetti sia molto applaudito. E lui, benché una Lega di Giorgetti non ci sia, spiega che la Lega è «un gruppo di persone che amano la propria terra e si mettono insieme per fare il bene della propria gente», insomma marca il territorio nel suo modo felpato: "Noi ci chiamiamo Lega e in qualche modo ci rifacciamo alla Lega lombarda delle origini. Intima collaborazione e urgenza di un'azione comune: le Lega è questa cosa qua, non un partito politico come gli altri. Se qualcuno, anche di quelli che arrivano adesso, entra in Lega e pensa che siamo come gli altri, sbaglia». E sembra proprio un giudizio su una classe dirigente che al Centrosud si è dilatata troppo e troppo in fretta. E del resto che la questione settentrionale, oggi declinata come autonomia, non sia affatto chiusa lo dice Fontana, ovazionato quando difende il suo operato contro i soliti indefiniti "loro" («Ci hanno attaccato in modo vergognoso per attaccare la Lega e Salvini») e poi rilancia: «Noi decentreremo tutte le competenze. Abbiamo iniziato a parlare con Zaia e la ministra Gelmini, saremo più determinati di prima della pandemia». --© RIPRODUZIONE RISERVATA