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L'annata finora non è stata delle migliori, ma c'è tutto il tempo per recuperare. I funghi, si sa, hanno bisogno di umidità per spuntare nei nostri boschi, e nell'ultimo periodo le piogge si sono fatte attendere. Tuttavia, nei dintorni, qualche temporale ha cominciato ad arrivare, e gli esperti guardano con fiducia alle prossime settimane.il mese di luglio«Finora - spiega Luca Menino, titolare de "La fungaia" di Ponte Nizza, azienda che dal 1985 si è specializzata nella lavorazione di questi prodotti - siamo riusciti a raccogliere qualcosa di significativo solo nel mese di luglio, mentre ad agosto e a settembre le scarse precipitazioni hanno limitato il raccolto. Noi, che lo facciamo di mestiere, ci muoviamo su otto vallate diverse e siamo comunque riusciti a portare a casa qualcosa orientandoci verso il Piemonte, ma nelle nostre valli (e in particolare in valle Staffora) trovare anche un singolo fungo è stata un'impresa. L'autunno però è arrivato, il terreno è caldo e nel pomeriggio le temperature sono ancora alte: basterebbe un bell'acquazzone adesso per riempire tra una settimana i panieri di tutti».Custoditi gelosamente tra i fungaioli, i luoghi migliori in cui andare a caccia devono essere scoperti in autonomia, ma qualche indicazione di massima ai principianti la si può dare: «Scegliete - dice Menino - i boschi di rovere e castagno, o anche le faggete. Andateci, come dicevo, tra i 7 e i 10 giorni dopo una bella piovuta e aguzzate la vista. L'occhio si affinerà con l'esperienza, e a mano a mano si capirà anche quali sono gli angoli in cui è più probabile trovare un bel fungo».controllate che siano edibili«Ovviamente, se siete alle prime armi - raccomanda Menino -, ricordatevi di far analizzare ciò che avete raccolto (basta portarli all'Asl e vi diranno se sono edibili) e poi non conservateli per più di tre o quattro giorni. Sono alimenti deperibili, e vanno tenuti rigorosamente in fresco». Quanto a cosa farci, c'è l'imbarazzo della scelta.periodo di scorta«Noi li vendiamo freschi, certo - dice Menino - ma li congeliamo anche, oppure prepariamo sottoli (oltre ai porcini si prestano a questa lavorazione anche chiodini e funghi di muschio), funghi secchi (in questo caso porcini, divisi per qualità) e sughi pronti. Le alternative sono tantissime, e ci consentono di non essere strettamente legati alla stagionalità: in questo periodo facciamo scorta, certo, ma poi siamo riforniti per tutto l'anno». -- Serena Simula