Sulla vicenda Ronaldo adesso serve chiarezza

il puntoAntonio BarillàLa premessa deluderà frotte di critici social, ma Cristiano Ronaldo non può essere un problema: capocannoniere dell'ultima Serie A e dell'Europeo, garantisce gol e appeal che top player rampanti manco sfiorano. È tuttavia innegabile che sul suo rapporto con la Juventus si sia allungata di recente qualche crepa e l'esclusione di Udine, con il suo strascico di insinuazioni, lo conferma. La scelta di Massimiliano Allegri avrebbe fatto comunque rumore, in fondo rasenta la lesa maestà, però sarebbe rimasta inquadrata in una gestione nuova, più o meno condivisibile, ma chiara: niente sconti né eccezioni, protagonista assoluto ma non primadonna, parte di un gruppo che vuole diventare punto di forza benché superiore a tutti per talento. Se sono sbocciati pettegolezzi, dubbi sulla convivenza e indiscrezioni è perché chiaro non è mai stato CR7 sul futuro: figure vicine, così ben informate al punto da anticiparne in passato le mosse, hanno svelato come attraverso l'agente Jorge Mendes si sia offerto a grandi club d'Europa, lui non ha smentito e quando lo ha fatto s'è guardato bene dal promettere fedeltà alla Juve. Al tramonto del mercato, sempre che non cerchi lo strappo, sarebbe opportuno mettere un sasso sulle tentazioni: si allena bene, ha voglia ed è sereno a Torino, semplicemente e legittimamente ha valutato altre opportunità, ora però, nell'interesse di tutti, deve scacciare le ombre e sorridere. Anche se, come tutti gli "umani", come già a Udine, scoprirà il turnover. --© RIPRODUZIONE RISERVATA