Per l'Inter esordio sotto esame Inzaghi: i tifosi stiano tranquilli

Stefano Scacchi / MILANOLa prima giornata di campionato della squadra Campione d'Italia solitamente è il prolungamento della festa di tre mesi prima. Inizia la difesa del titolo dopo Ferragosto, ma il pensiero va ancora alla gioia per il trionfo di fine maggio. L'estate dell'Inter è stata talmente turbolenta da modificare questo copione e trasformare il debutto stagionale, oggi pomeriggio a San Siro con il Genoa, in un esame da seguire con attenzione. Vale per i tifosi nerazzurri come per le concorrenti a caccia dello scudetto. Tutti vogliono capire come la squadra riuscirà ad assorbire la partenza di Conte, le cessioni di Hakimi e Lukaku e la dolorosissima rinuncia a Eriksen, che oggi sarà davanti alla tv in Danimarca a incitare i compagni.Simone Inzaghi deve governare questa difficile transizione. È passato dalla panchina della Lazio, fuori dalla Champions League, a quella dei detentori del tricolore. Ma ha dovuto incassare due dismissioni eccellenti che hanno modificato la fisionomia dell'Inter. La concretezza molto emiliana dell'allenatore piacentino può essere l'antidoto migliore a cali di tensione del gruppo, di fronte al ridimensionamento imposto dalla proprietà cinese in difficoltà. Non capita spesso che i Campioni d'Italia non vengano automaticamente considerati i favoriti al nastro di partenza: «Mi aspettavo che dall'esterno la gente avrebbe visto davanti altre squadre all'inizio del campionato. Ma i giocatori dell'Inter avranno motivazioni da vendere. Faremo di tutto per tranquillizzare i nostri tifosi preoccupati. Per confermarci come la migliore squadra italiana dovremo giocare con tantissima ambizione e spirito di squadra. La nostra forza deve basarsi soprattutto su questo. Non mi piace fare proclami sugli obiettivi. Ma posso dire che sono tranquillo per quello che ho visto in questi 45 giorni in allenamento e nelle amichevoli. Le motivazioni faranno la differenza. Faremo del nostro meglio per difendere il titolo».Dopo aver cercato invano di convincere Lukaku a restare, insieme a Beppe Marotta e Piero Ausilio («Ci abbiamo provato per un giorno e mezzo»), Inzaghi attende l'ultimo rinforzo per l'attacco: «Dzeko l'avrei chiesto a prescindere. Adesso arriverà un'altra punta per coprire la perdita inaspettata di Lukaku». La volata è tra Marcus Thuram e Joaquin Correa. Se ne riparlerà da lunedì perché per Inzaghi è fondamentale partire bene e quindi tutti i pensieri sono indirizzati al Genoa del suo ex allenatore Davide Ballardini (è stato il tecnico di Simone nella sua ultima stagione da calciatore alla Lazio, 2009-2010). Ieri la dirigenza nerazzurra al completo ha seguito la rifinitura della squadra sul prato di San Siro. Oggi, dopo un anno e mezzo di deserto pandemico, le tribune dello stadio Meazza torneranno finalmente a riempirsi. Superata la quota di 25mila biglietti acquistati in prevendita, oggi sono attesi quasi 30mila spettatori.Con Lautaro squalificato, toccherà agli stessi titolari dell'amichevole di sette giorni fa a Monza con la Dinamo Kiev. Dzeko sarà supportato da Sensi. Determinanti gli inserimenti di Barella, Brozovic e Calhanoglu. Ma soprattutto, come chiede Inzaghi, serviranno ambizione, motivazioni e spirito di squadra. L'unica via per dimenticare i fuoriclasse che ora sono a Londra e Parigi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA