Basket "solidale" Due big vigevanesi sistemano tutti i canestri cittadini
L'iniziativaDue "star" sistemano il campetto da basket della Palazzina del Volontariato. Sono Stefano Chiodaroli, attore e comico vigevanese e Roberto Bellazzi, ex primario di nefrologia, ex vicepresidente della Fondazione Piacenza e Vigevano, membro del Lions Club, ma in questo caso, forse, solo un vigevanese con una grandissima generosità. «Il merito è tutto suo - precisa Chiodaroli - l'iniziativa è sua, è lui che ha comprato tutto, che ha pensato di volerlo sistemarlo. . Alla fine io gli ho solo tenuto la scala e visto che non è molto social, ho voluto pubblicizzare un po' la cosa, primo perché la reputo veramente bella, secondo perché ritengo quel campetto una realtà molto importante». A giugno avevamo lanciato l'appello in merito, appunto, allo stato dei parchi pubblici cittadini, dove appunto mancava la retina del canestro. Un esempio era quello del parco che sta dietro al giardino della Casa del volontariato, in via Da Vinci, dove è stato allestito un piccolo campo da basket in cemento, con tanto di ben due canestri entrambi ormai sprovvisti della retina che "scende" dall'anello. Lo stesso vale per il giardino di fronte alla sede degli alpini, in corso Genova, dove c'è un altro campetto da basket, anche qui senza rete. «Ho solo dato una mano - continua Chiodaroli - l'unica buona per un po' dato che ho il fuoco di sant'Antonio, che per fortuna sta finendo. Roberto Bellazzi ha comprato e riattato le reti per il campo di basket dei giardini Pertini di Vigevano, conosciuti anche come giardinetti della centrale Gas. Si tratta di quello spazio verde vicino al cavalcavia La Marmora. Questo angolo di città è un importante luogo di aggregazione per i giovani. Ci sono molti ispanici ed orientali, soprattutto filippini. A Vigevano le Olimpiadi le abbiamo tutto l'anno, in questi parchi possiamo assistere ad una bella storia di sport, amicizia, fratellanza ed incontro, semplicemente grazie ad un campo da pallacanestro. Ne voglio di più di posti così nella mia città». --Selvaggia Bovani