S. Genesio, il sindaco vuole intitolare alcune vie ai morti in incidente stradale

L'iniziativaSan GenesioDedicare alcune vie del paese alle giovani vittime della strada. Non una denominazione generica, ma un'intitolazione, su richiesta della famiglia, a ogni ragazzo e ragazza di San Genesio che ha perso la vita in incidenti stradali.Tanti luttiLa decisione del sindaco leghista Cristiano Migliavacca è destinata ad aprire un dibattito, a sollecitare riflessioni, a sensibilizzare su un tema delicato, quello dell'incidentalità stradale che in Italia nel 2020, anno del Covid, ha contato circa 2400 morti, in calo rispetto al 2019, quando erano stati quasi 4mila.In Lombardia, nel 2019, gli incidenti con lesioni alle persone sono stati 32.560, 438 i morti, più di uno al giorno, un decesso ogni 20 ore. E la provincia di Pavia, con 1714 incidenti e 35 vittime, evidenzia il secondo peggior dato per numero di incidenti ogni mille abitanti (3,1). «Numeri che fanno rabbrividire», sostiene il primo cittadino, giunto a fine mandato in un centro di 3800 abitanti, da decenni roccaforte del Carroccio. «E questi dati ci costringono a riflettere -aggiunge -. Non possiamo ignorare questi morti ed è per questo che San Genesio vuole ricordarli, dedicando a ciascuno dei propri ragazzi, una via del paese. Sono loro i nostri nomi illustri».Il sindaco pensa alle strade legate a nuove lottizzazioni oppure a vie private. Dal cantiere nella zona del cimitero a quello di via Montegrappa.«Riteniamo importante dare alle famiglie questa opportunità e consentire alla cittadinanza di ricordare». E ricordare, sostiene il sindaco, significa anche prevenire e sensibilizzare. «Perché sarebbe bello che i genitori spiegassero ai figli la necessità di rispettare le regole del codice stradale», aggiunge. Negli ultimi decenni San Genesio ha contato 11 giovani vittime ma, stando alla normativa vigente, l'intitolazione delle vie è possibile solo a persone decedute da almeno 10 anni.la prima richiestaEd ecco che la richiesta potrebbe già arrivare dai parenti di Marco Magani, deceduto nel 2003 a 28 anni in un incidente avvenuto tra Zeccone e San Genesio, Marco Lanzi, morto nel 1995 a soli 21 anni sulla strada tra Sant'Alessio e Lardirago a causa di un'auto che procedeva ad elevata velocità, Davide Chiesa Guerrino, 18 anni, scomparso nel 1999 mentre, in bici, stava percorrendo la strada tra Bereguardo e Casorate. Andrea Patè aveva 30 anni quando, nel 2003, ha perso la vita a Trovamala, mentre Santino Reali di anni ne aveva 35 quando, nel 1982, è stato investito vicino ad Abbiategrasso durante una gara ciclistica.Ismail Ossoble, 20 anni è stata vittima di un incidente a Rozzano avvenuto nel 2008. Veruska Ciocca, sorella dell'europarlamentare Angelo Ciocca, aveva 35 anni quando un Suv l'ha investita in via Damiano Chiesa, a Pavia, nel 2008.Le reazioni«L'iniziativa è un segnale di vicinanza alle famiglie, segnate da una ferita dolorosa che non riesce a rimarginarsi - sottolinea Ciocca -. Ma è anche una sollecitazione a riflettere sui rischi legati alla strada e alla necessità di guidare lucidi, nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche e con la massima attenzione. In questo modo possiamo ricordare i ragazzi di San Genesio, i nostri parenti, i nostri amici, i nostri compagni d'infanzia».Vito Giannini è scomparso nel 1998, a 30 anni, sulla strada tra Melegnano e Binasco. «Da tempo ho chiesto al sindaco di dedicargli una via del paese - fa sapere il padre, Giancarlo Giannini, già titolare di Arcese, azienda di logistica -. Mio figlio era un bravo ragazzo, un lavoratore, è morto a causa di un'auto che procedeva a velocità elevata. Ma non è giusto morire così. Per questo sarebbe bello poterlo ricordare anche in questo modo». La proposta, insomma, sta già facendo discutere e potrebbe essere un modo per ricordare, quotidianamente, che il rispetto delle regole stradali è rispetto della vita. --Stefania Prato