Senza Titolo

il personaggio/2Angelo Di MarinoINVIATO A TOKYOUn bronzo che brucia. Odette Giuffrida, judoka romana di 26 anni, scoppia in lacrime dopo aver battuto per ippon l'ungherese Reka Pupp, nella finalina per il terzo posto. L'atleta romana, una che non le manda a dire, ha tanta rabbia in corpo. Lei, soprannominata Veleno perché da piccola non stava mai ferma, aveva vinto l'argento a Rio e puntava stavolta dritta all'oro nella categoria 52 chilogrammi. A stopparla è stata con un uchi mata al golden score la giapponese Uta Abe, che ha poi vinto il titolo in contemporanea con il fratello nel tempio del judo, il Nippon Budokan. La sua è la quarta medaglia in ordine cronologico delle cinque già conquistate dall'Italia nei primi due giorni di gara. Tanta roba, ma per Odette non basta: «Non mi fermo qui - dice - e a Parigi sarò d'oro. Il pianto era uno sfogo per i cinque anni di inferno che ho passato», conferma dopo la gara. Si riferisce ai ricorrenti fastidi fisici che le hanno colpito una spalla e ad altre questioni affettive e personali. Più a mente fredda e dopo aver ricevuto decine di telefonate e messaggi, ammette che era «venuta qui per l'oro ma che dopo cinque anni duri fatti di tanti cambiamenti e ostacoli, questa è una medaglia piena di orgoglio». In realtà lo choc successivo alla sconfitta per mano della Abe, in quella che si può tranquillamente definire una finale anticipata, stava per pregiudicare anche il terzo posto. «A Tokyo volevo solo vincere ma dopo aver perso con la Abe, mi sono messa a riflettere. Ho chiuso gli occhi, poi ho letto i messaggi che mi aveva mandato la famiglia, che mi stava seguendo in televisione, e a quel punto mi sono detta che dovevo andare a prendermi quella medaglia». Così ha ritrovato di un colpo l'occhio di tigre che le aveva permesso di battere una dopo l'altra la romena Andreea Chitu per ippon e ai quarti di finale la belga Charline van Snick per waza-ari. Come per Dell'Aquila, oro nel taekwondo, anche per Giuffrida «la famiglia è la mia motivazione più grande, la cosa a cui penso sempre quando il mio corpo dice che non ce la fa più. I miei nonni? Nonno l'ho già videochiamato mi dipingerà d'oro la medaglia, nonna non c'è più, ma era la mia tifosa numero uno e il mio sole. Porto sempre con me il suo rosario». Resta il fratello, Christian, ex bomber del Cervia del reality tv "Campioni". Un record Odette lo ha comunque già centrato: è la prima atleta europea ad andare sul podio in due Olimpiadi di fila. I suoi pugni al cielo dopo la conquista del bronzo fanno capire che ha ancora tanto dentro e che davvero punta sui Giochi di Parigi tra tre anni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA