Svolta Rai Fuortes ad e Soldi presidente
È lo schiaffo rumoroso e ben assestato dato dal Premier Draghi alla politica. Fumata nera delle Camere, fumata bianca del Governo. Così è che, in anticipo sulla data fissata a lunedì, per timore di indiscrezioni, ieri nel primo pomeriggio si è avuto l'annuncio. Il ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco, d'intesa con il Presidente del Consiglio Draghi proporrà Marinella Soldi e Carlo Fuortes quali componenti del Consiglio di amministrazione Rai alla prossima riunione del Consiglio dei Ministri in programma lunedì con l'approvazione del Bilancio che chiude l'attuale gestione. Mercoledì poi, dopo il rinvio chiesto dal M5S ma approvato da quasi tutti i partiti, toccherà al Parlamento esprimersi, prima della riunione inaugurale del cda Rai e del voto della Commissione di Vigilanza. Fuortes verrà proposto in sede di Assemblea della Società, per il ruolo di ad. Tuona la Lega, che questa scelta ha preso malissimo, con la senatrice Lucia Borgonzoni: «Fuortes è nato come personaggio vicino alla sinistra, a Veltroni, proposto come candidato sindaco per il Pd, senza particolare esperienza televisiva, duramente contestato dai lavoratori dell'Opera di Roma. Di certo non una figura super partes». E sempre La Lega, con i suoi sette membri in Vigilanza potrebbe essere determinante per il via libera al presidente, che necessita di 27 voti, i due terzi dei componenti della bicamerale. Un peso che si farà sentire. Insiste Alessandro Morelli capo dipartimento delle Telecomunicazioni della Lega: «Da mesi aspettiamo un nome di alto profilo e invece ci ritroviamo un esponente dei Palazzi romani uscito dalla segreteria di partito». La butta sull'ironia Federico Mollicone di FdI, certo che all'Opera i lavoratori staranno brindando all'uscita di Fuortes. Il resto della politica pare accogliere di buon grado anche se parecchi malumori vanno registrati tra Fi, che da una parte plaude con Francesco Giro e dall'altra lamenta indicazione non condivisa riguardo al nome di Marinella Soldi. Persino l'Usigrai invia una lettera aperta al premier Draghi nella quale chiede che il Governo indichi unicamente l'ad e non anche il Presidente del Servizio Pubblico, nomina che spetta al Cda, come recita la norma sempre disattesa.--m.tam.© RIPRODUZIONE RISERVATA