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AppelloL'Unitre di Paviaha bisogno di aiutoL'Unitre di Pavia ha più di 30 anni. È nata per volontà delle amministrazioni locali (Provincia e Comune che hanno nel direttivo un proprio rappresentante), delle istituzioni educative cittadine e di soggetti che rappresentavano una miriade di associazioni culturali e di volontariato. Ha sempre avuto una doppia vocazione: offrire ai "diversamente giovani" l'opportunità di informarsi, apprendere e allargare le proprie conoscenze e, al tempo stesso, coinvolgerli in momenti interattivi di gruppo capaci di difenderli dall'isolamento.È un'istituzione fondamentale per una città come Pavia, che ha una prestigiosa università i cui membri sono spesso chiamati a insegnare nell'Unitre, sempre a titolo gratuito. Rappresenta un patrimonio di esperienza, associazionismo e vita comune che non deve andare disperso. Si parla oggi di non poter continuare la didattica dell'Unitre di Pavia perché, a causa del Covid, i due terzi degli iscritti non hanno rinnovato la quota di iscrizione, peraltro molto esigua, il cui pagamento è l'unica entrata dell'organizzazione. A causa di tale riduzione, l'associazione non sarebbe più in grado di coprire le spese di gestione.Quali sono le spese che deve affrontare l'Unitre? L'affitto dei locali in cui si tengono i corsi. In particolare, molti di tali locali appartengono al Comune che potrebbe concederne l'uso a titolo gratuito a un'associazione che tanto fa per la fascia più fragile della sua popolazione. Un semplice rinnovo del contratto di affitto dei locali fin qui utilizzati (in particolare la sede presso la Casa degli Eustachi) non risolverebbe in alcun modo i problemi attuali. Chiediamo quindi a tutti coloro che hanno a cuore la prosecuzione di questa esperienza di sottoscrivere questa petizione rivolta al Consiglio Comunale: «Diamo all'Unitre a titolo gratuito gli spazi che possono garantire la prosecuzione di questa esperienza fondamentale per la città».Maria Teresa TenconiEleonora SalvadoriNinni Melzi d'ErilLaura MarelliMarilena GrataroliElio RepettoPatrizia RovidaRoberto RossiMaria Grazia MartinelliPatrizia RovidaAnna ColnaghiRaffaella CallegariCristina BruzzoGiannina FioraniClaudia PimpinelliCarla CastellottiAngela Colli Marina KokinaAdriano CunsoloEmanuela FarinaPaviaBarattolo chiuso,che liberazione!I residenti del Borgo dopo anni di sopportazione e di lotte pensavano che la "questione" fosse definitivamente chiusa, ed ecco che si legge invece che il "Barattolo" era necessario per i giovani, era insonorizzato e non disturbava nessuno. Tutte balle! Il rumore e il degrado regnavano in quello stabile ( lascito del sig. Negri per gli anziani) e finalmente, con il cambio di colore della giunta municipale, si era giunti alla definitiva dismissione del centro sociale. Al fatto che i giovani debbano divertirsi nessuno obietta, ma che il loro divertimento porti del disagio a un intero quartiere...Il "Barattolo" chiuso sarà stato un grave errore per alcuni (pochi) ma una giusta liberazione per altri (molti di più).Lettera firmataPaviaC'era una voltaIl ceruleo TicinoPavia è attraversata da un bellissimo fiume, almeno prima lo era. Le sue acque cerulee sono state menzionate anche da scrittori. Quando ero ragazzo le estati le passavamo a "canal". Intere famiglie provenienti anche da Milano passavano le giornate in riva al Ticino. Adesso invece di acque cerulee si vedono isole di sabbia e ghiaia, lo spettacolo per noi pavesi è desolante.Non so se è il Comune o la Provincia di Pavia o chi per loro, che non si fanno sentire dalle autorità del lago Maggiore per lasciare defluire maggiore quantità d'acqua diretta nel nostro capoluogo. Rimane il fatto che lo spettacolo è deprimente e quello che più conta è l'inquinamento del fiume che essendo così basso peggiora sempre più. Ricordo che noi ragazzi l'acqua del Ticino la si beveva, adesso se ci metti dentro i piedi poi devi andare alla Clinica delle Malattie Infettive. Possibile che Pavia deve sempre stare dietro le quinte dove non si conta nulla? Giuseppe Lanfranchi. Pavia