Giovane, ricco e talentuoso Il segreto azzurro si trova nel centrocampo

il retroscenaGuglielmo BuccheriINVIATO A LONDRAIl giovane Europeo dell'Italia è dentro ad uno scatto nella festa di Wembley: le acque azzurre sono più agitate del previsto, quando a metà della seconda parte del duello con gli austriaci la panchina batte un colpo. Fuori Verratti, dentro Locatelli e fuori Barella, via libera a Pessina: la carta di identità si abbassa, il ritmo risale, piano, ma risale e, a luci spente, l'Austria va fuori dal ring di Euro 2020. In corsa per la coppa non c'è metà campo più verde della nostra perché in fatto di età gli inglesi sono i più sbarbati, ma, almeno fino ad ora, la somma non fa il totale di idee, gol e prospettive. La squadra dei Tre Leoni dal centrocampo in su è giovanissima con i 17 anni di Bellingham, i 19 di Saka, i 21 di Sancho e Foden, i 22 di Mount e i 23 di Rashford, ma là dove batte il cuore del gioco noi li superiamo per organizzazione e freschezza oltre che per anagrafe. Essere verdi significa avere energie, fisiche e mentali. E se testa e fisico si mettono al servizio della squadra nel momento in cui la vita in campo si complica, ecco il segreto dei segreti del ct Roberto Mancini. Pessina più Jorginho più Locatelli: dal 22' del secondo tempo ci siamo mossi così. Pessina-Jorginho-Locatelli fanno una media di 25 anni e se Verratti che esce ne ha "solo" 28, in relazione a quanto di nobile fatto a Parigi, e Barella che si fa da parte per una volta ne ha compiuti 24 lo scorso febbraio, possiamo guardare all'ultima fetta di Europeo con il pieno di speranza e credibilità.L'Italia nel mezzo sta bene, forse come raramente in passato. E sta bene proprio perché mentre gli altri calano, noi possiamo dare respiro ai nostri interpreti dove si decidono le sorti delle partite. Locatelli ci mette fisico (la fisicità è uno dei punti, per noi, più vulnerabili) e aumenta il repertorio delle conclusioni: Verratti è un piccolo mago con la palla tra i piedi, ma è difficile ricordarne un tiro verso la porta (e non solo in questa avventura europea). Locatelli se parte dall'inizio prende coraggio, se parte dalla panchina lo trasmette e il gioco ne guadagna: Verratti è meno titolare di prima. Pessina se comincia dal via sfrutta le abilità tipiche del modo di stare al centro chi gli chiede Gasperini all'Atalanta, se si fa vedere in corso d'opera sa cercare quegli spazi per offendere che Barella non vede più o non vede come prima. Locatelli e Pessina ci hanno tirato su dall'anonimato in cui eravamo caduti contro l'Austria e, adesso, sono là a confondere le idee a Mancini: accanto ad una regia d'autore come quella di Jorginho poter sfruttare le capacità di due giovani e attente mezzali moderne è una ricchezza che l'Europa ci invidia.Il centrocampo più giovane ad Euro 2020 è nostro. Bravo il ct a valorizzarlo, bravissimi i ragazzi a viverlo senza ansia o timori: entrare sul prato di Wembley e dare la scossa all'intero gruppo è roba di rara importanza. Nel cerchio del terreno di gioco c'è dinamismo, tecnica e pensiero. Barella esce, entra Pessina. Va fuori Verratti, tocca a Locatelli: attorno a Jorginho c'è felicità e un'Italia che continua a segnare e soprattutto a sognare. --© RIPRODUZIONE RISERVATA