UniTre, Casa del Giovane e Anffas sono a rischio sfratto
paviaLe 12 associazioni cittadine comprendono una platea potenziale di 5mila tra soci e fruitori delle attività. Un numero che, aggiunto alla storia dei soggetti e agli interventi messi in campo, fornisce un quadro sul loro riconoscimento nel tessuto sociale, semplicemente anche pensando all'ubicazione delle sedi. Via Lomonaco va di pari passo ad esempio con la Casa del Giovane, così come Casa degli Eustachi (in via Porta Pertusi) con l'Unitre e le tre sedi di via Mussini, via Maggi e via Spallanzani con l'Anffas. Lo stesso dicasi per il Judo Club alla Scala, il circolo Logudoro in via Santo Spirito e l'Arci provinciale (4mila iscritti) in via Allende al Vallone. Parliamo di associazioni del Terzo Settore che operano nell'ambito della cultura, disabilità, giovani e solidarietà. Soggetti fondamentali, ancor di più negli ultimi mesi, per reggere all'urto economico provocato dalla pandemia. Un esempio? La onlus "Aiutiamoci-Il sole" impegnata nel supporto ed aiuto del disagio psichico e nello specifico del trasporto/accompagnamento di persone disabili o anziane; o ancora la cooperativa sociale Arké che trova lavoro in una situazione protetta ai soggetti fragili. Alcune sono proprio associazioni "storiche". Basti pensare all'Anffas che dal 1965 promuove iniziative di sensibilizzazione, cultura, promozione e difesa dei diritti delle persone con disabilità intellettiva-relazionale; conta 180 soci, gestisce tre comunità socio sanitarie accreditate e contrattualizzate da Regione Lombardia che ospitano 28 persone con disabilità e si avvalgono di circa 30 operatori. Come detto, però, la pandemia è stato un duro colpo per le associazioni che hanno dovuto in alcuni casi chiudere i battenti vedendo ridursi il numero di soci. Quello dell'Unitre (l'Università della Terza Età) è un caso emblematico: rispetto ai 1800 iscritti pre Covid, ora sono 600. Un tema che inevitabilmente apre il capitolo relativo al costo del canone annuale, per alcuni ora difficilmente sopportabile. Le cifre variano in base all'ubicazione e grandezza dell'immobile: la Casa del Giovane ad esempio paga 79mila euro l'anno, mentre l'Unitre 47mila, sino alle 3mila dell'associazione Acat. Stando agli affitti attuali dei 12 immobili occupati, il Comune incasserebbe in 9 anni circa 624mila euro: cifra calcolata sull'abbattimento del canone dell'80% destinato alle associazioni del Terzo Settore. I nuovi concessionari, in ogni caso, saranno tenuti a versare immediatamente una caparra del 10% sul prezzo lordo del canone annuale. --A.Mo.