Asp, sindacati all'attacco «Servono 20 assunzioni per salvare l'Emiliani»
Donatella Zorzetto / PAVIA«Serve al più presto l'assunzione di 20 dipendenti al Santa Margherita. È l'unico modo per colmare le falle in organico ed evitare che anche il centro Gerolamo Emiliani, venga esternalizzato». Lo chiede la Uil e la Rsu di Asp, dopo che l'Emiliani, dal 1° marzo scorso, è rimasto in attività solo con i dipendenti della cooperativa perchè gli altri sono stati trasferiti, appunto, al Santa Margherita. «La Uil e la Rsu hanno solo sospeso lo stato di agitazione in attesa di un "documento" dell'amministrazione di Asp sulle questioni ancora aperte, prima fra tutte il rientro del personale del Gerolamo Emiliani - conferma Maurizio Poggi (Uil Fpl) -. Sono 19 i dipendenti spostati in blocco dall'istituto per disabili Gerolamo Emiliani alla struttura di riabilitazione e cura per anziani Santa Margherita. Al loro posto erano stati inseriti lavoratori "esterni", in arrivo dalla cooperativa Ponte Vecchio, che ora, dopo l'esternalizzazione, opera al Pertusati. Lo spostamento del personale, scattato il 1° marzo scorso, rimarrà effettivo fino al 30 settembre. La direzione Asp l'aveva motivato con la necessità di consentire ai lavoratori del Santa Margherita di smaltire le (non poche) ferie arretrate, aggiungendo che i posti letto occupati al Gerolamo Emiliani sono 10 su 30, quindi i ritmi di lavoro sono rallentati».Ma questo stato di cose preoccupa i sindacati, che temono di vedere, a fine settembre, per l'Emiliani il ripetersi di un copione conosciuto: l'esternalizzazione, appunto. «Nel documento che l'amministrazione si è impegnata a presentarci, pertanto, a nostro parere deve essere presente un chiaro impegno assunzionale - conclude Poggi -. Deve apparire chiaro che il processo di "esternalizzazione" del personale non è derivato da precisi obblighi normativi, ma bensì da una libera scelta della direzione di Asp, che, così facendo, ha realizzato risparmi rispetto a personale a cui dover applicare contratti pubblici ben più economicamente onerosi e liberandosi inoltre dal derivante "rischio d'impresa"». --