Quello che c'è da sapere sull'arma che ci salverà dal Covid
Gabriele beccaria«La matematica è l'arte del perfetto. La fisica è l'arte dell'ottimale. La biologia, a causa dell'evoluzione, è l'arte del soddisfacente».È una frase potente, pronunciata tempo fa da un Nobel della medicina, il sudafricano Sydney Brenner, e magnificamente attuale. Ci disperiamo per capire cos'è il Covid, come funzionano i vaccini e i loro possibili effetti avversi, quali sono i pericoli veri della pandemia e le sue conseguenze globali. Vorremmo sapere tutto e non è possibile. I complottisti hanno una spiegazione per ogni dubbio, i ricercatori - a cominciare dai biologi - hanno risposte in progress, in evoluzione, proprio come il virus che studiano.Non è facile accettare questo aspetto della scienza, come un sapere intrinsecamente incompleto, destinato a trasformarsi e ad autocorreggersi. Ma allo stesso tempo dovremmo essere orgogliosamente sorpresi dei successi che ci mette davanti agli occhi: i vaccini a disposizione e quelli allo studio dimostrano l'efficienza della medicina del XXI secolo, anche se è sufficiente un solo caso di morte sospetta per indurci a legittimi interrogativi e timori.I vaccini stanno costruendo la barriera che ci proteggerà dal Covid. Sono l'arma che metterà ko la pandemia, nonostante le fake news dei negazionisti. Purtroppo è stata - ed è - la gestione dei vaccini stessi a gettare troppe ombre: annunci estemporanei, passi falsi di Big Pharma e decisioni politiche affrettate hanno incrinato la fiducia di molti cittadini e seminano confusione.In questo inserto - il secondo della «Guide di Salute», dopo quello uscito a dicembre - abbiamo dato voce ai medici, agli specialisti, agli studiosi: riflettono sul rapporto benefici&rischi dei vaccini e analizzano le prospettive delle terapie, spiegano ciò che sappiamo e ciò che ancora è sottoposto all'indagine dei laboratori. Il «soddisfacente» di cui parlava Brenner non è la perfezione, ma sta salvando milioni di vite. --© RIPRODUZIONE RISERVATA