Punta Est, non ci fu corruzione ma abuso Adesso l'area è una proprietà del Comune

Fabrizio Merli / paviaIl cantiere di Punta Est, con le palazzine che erano state realizzate al momento del sequestro, nel 2013, attualmente fa parte del patrimonio del Comune di Pavia. Il Mezzabarba fa sapere che «verrà fatta una valutazione sul loro utilizzo», anche se lo stato di estremo degrado nel quale si trovano dopo dieci anni avrà un peso determinante sulla decisione del Comune.una precisazioneSi è sempre parlato di 73 appartamenti, e in effetti quello era il numero di alloggi previsto nel progetto del costruttore Dario Maestri. In realtà, quando il 7 febbraio 2013 i carabinieri apposero i sigilli al cantiere di via Baldo degli Ubaldi, erano stati costruiti solo 16 appartamenti, peraltro giunti al 35 per cento della realizzazione. In altre parole, questi alloggi hanno solo le mura perimetrali e il tetto.Su queste opere, e sull'ipotesi che si trattasse di un abuso edilizio, nel 2014 giunse l'unica sentenza che, al momento, è definitiva. Il 29 maggio di quell'anno, infatti, il giudice Cesare Beretta condannò a 4 mesi e 30mila euro di ammenda tre imputati:Dario Maestri (che sarebbe poi deceduto il 3 febbraio 2015) sua figlia Eleonora, e il genero, l'architetto Marco Bianchi. In quella sentenza dispose anche la confisca del complesso immobiliare e dei terreni sui quali erano stati realizzati i 16 appartamenti, disponendo che il patrimonio passasse alla proprietà del Comune di Pavia. Pure in questo caso, il percorso giudiziario non fu lineare. L'avvocato di Maestri, Barbara Bertoni, impugnò la confisca. In appello, i giudici confermarono la sentenza di primo grado; la Cassazione riformò la sentenza di appello dicendo che la confisca doveva limitarsi ai soli terreni sui quali sorgevano le case e non a quelli circostanti, e rimandò le carte all'appello; i giudici di secondo grado ribadirono la validità della sentenza di Pavia sino a quando, a conclusione di tutto, la Cassazione stabilì definitivamente che la confisca non poteva riguardare terreni sui quali non era stato costruito nulla. I passaggi giudiziari da Milano a Roma, e ritorno, hanno occupato degli anni. Attualmente gli edifici sono di proprietà del Comune, ma il trascorrere del tempo e le intemperie li hanno praticamente trasformati in ruderi.cosa farà il mezzabarba?L'attuale amministrazione, a domanda precisa, fa sapere: «Sicuramente verrà fatta una valutazione, ma dare una risposta adesso sarebbe quantomeno prematuro. Precisiamo, comunque, che si sta parlando di appartamenti e box interrati ben lontani dall'essere ultimati: il sequestro e la relativa confisca sono intervenuti prima». Anche l'amministrazione precedente, con l'allora assessore all'Urbanistica, Angelo Gualandi, aveva forti perplessità sulla possibilità di completare i lavori, nonostante un ordine del giorno votato del Consiglio avesse espresso la volontà di trasformare gli immobili in case popolari. Intanto, per portare a termine un'operazione del genere sarebbe stata necessaria una variante al Piano di governo del territorio, senza la quale si sarebbe reiterato l'abuso edilizio. E, soprattutto, viste le cattive condizioni degli edifici realizzati, sarebbe stato indispensabile un forte impegno di denaro pubblico. Le perplessità a intervenire, tuttavia, derivavano anche da un terzo elemento.l'ipotecaPer costruire le palazzine, Maestri aveva sottoscritto un mutuo ipotecario da circa 2 milioni. Ora che la proprietà è passata di mano e che la società che iniziò le opere è stata messa in liquidazione, a chi spetterebbe farsi carico della restituzione del denaro? Il destino di Punta Est, quindi, sembra destinato a risolversi in un paradosso: per evitare un abuso edilizio si sono ottenuti dei ruderi attualmente utilizzati come discarica abusiva. --© RIPRODUZIONE RISERVATA