Santa Maria Intus Vineas finito il consolidamento ora tocca agli affreschi

VIGEVANOTerminati i lavori di recupero, ora si pensa ai restauri della chiesetta di Santa Maria Intus Vineas. «Abbiamo finito i consolidamenti strutturali - dice Andrea Sala, assessore ai lavori pubblici, - rimontato il cassettonato ligneo e ricostruita la copertura. Poi è stata pulita tutta l'area circostante e ora possiamo dire che l'edificio è in sicurezza. Adesso dobbiamo reperire i fondi necessari per far partire i restauri». Ad eseguire i lavori di recupero della chiesetta più antica di Vigevano è stata la ditta veronese Decorarte Snc, che aveva vinto la gara d'appalto offrendo un ribasso del 21,43%, siglando così a giugno un contratto da poco più di 160mila euro, Iva compresa. Nei mesi scorsi, poi, è stato necessario affidare un ulteriore incarico per effettuare i sondaggi archeologici nell'area del sagrato della chiesetta di via Giordano, secondo quanto indicato dalla Soprintendenza. L'incarico è stato affidato all'archeologo Luca Fornari per poco meno di 4mila euro. «I restauri - conclude Sala - riguarderanno sia gli affreschi presenti all'interno della chiesetta che l'esterno». Le prime testimonianze storiche scritte relative all'edificio risalgono al 1200, quando una congregazione di frati Cluniacensi se ne appropriò e la mantenne.Il fatto più importante avviene attorno al 1418, quando Papa Martino V, in ritorno dal Concilio di Costanza, si fermò presso la chiesetta per pregare rendendola così una meta di molti fedeli. Poi, il nulla, fino ai primi anni del '600 quando venne restaurata a spese proprie dal vescovo Pietro Giorgio Odescalchi. Ci furono altri interventi, uno nel 1851, con la tinteggiatura di un ciclo pittorico e l'apertura di quattro finestre, e altri tra il 1800 ed il 1900. --S.Bo.