Senza Titolo
OmoaffettivitàLa Chiesa riducegli spazi d'amoreHo visto la risposta che la Congregazione per la dottrina della fede ha dato al quesito se «la Chiesa dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso».C'è rabbia, delusione ma per amore della Chiesa. Proprio perché il rapporto tra un credente e la Chiesa è un rapporto di amore, l'amore implica anche sincerità profonda e fasi di incomprensione anche profonda quando toccano corde dell'animo che sanguinano, ma più forte del dolore resta l'amore, più forte della rabbia il perdono (e da qui parte l'ambizioso progetto socio-politico della fratellanza umana che supera la difesa del proprio clan o della propria setta).E voglio fare una proposta perchè anche io credo che le persone debbano aspirare a qualcosa di grande e di bello che dia un senso profondo alla loro vita, una scelta forte e interiormente ambiziosa che si possa appagare con una felicità che condivide ma sa andare oltre le fatiche umane. Il tema della sessualità vissuta in senso donativo e non compulsivo nella società occidentale è quanto mai dirimente e lo è perché gli strumenti che inducono una compulsività non donativa sono davvero molti, dal marketing (che usa ogni strumento possibile per aumentare la vendite), al web e ai social.Il progetto di una coppia unita dall'amore è talmente ambizioso che tutti sono propensi alla fatica di portarlo avanti con segni di contraddizione tra il dire e il fare. Ma non credo che basti questo per mettere in crisi la bontà dell'intenzione. Se così fosse, la storia della Chiesa stessa sarebbe già un campo minato di atti di accusa. Se quindi ad ogni uomo e alla Chiesa è giustamente concesso non sminuire il proprio valore, perché lo si fa con le coppie omoaffettive?In sintesi quello che credo è che leggere la realtà con schemi così limitanti impoverisce un ambito (quello omoaffettivo) e non ne sviluppa un altro, che trovo sempre più importante e urgente. Credo fortemente nella bellezza dell'amore donativo, nella ricerca di un senso piuttosto che nell'accogliere passivamente le dinamiche delle pulsioni e della volontà di potere, ma proprio per renderlo sempre più efficace penso vadano osservate anche le ricchezze e i limiti della società contemporanea.Emanuele Macca. PaviaPaviaVaccinazioni,il sistema non va Sono il genero di una signora che abita nel centro di Pavia, che ha 80 anni appena compiuti e per fortuna sua è molto giovanile.Venerdì ha ricevuto il tanto aspettato messaggio di convocazione per fare il vaccino anti Covid. Sorpresa: è convocata presso l'hub vaccinale di Vizzolo Predabissi, a 32km di distanza (per fortuna c'è disponibilità ad accompagnarla...)Altro messaggio di notifica vaccino (lo stesso giorno), sempre per una signora di 80 anni residente in centro: questa volta a lei viene proposto come hub vaccinale il policlinico San Matteo. Bel colpo di fortuna, peccato che la stessa signora sia già stata vaccinata la settimana prima dal suo medico di base! Ora, la domanda sorge spontanea: non è che l'hub San Matteo risulta congestionato perché considera di dover vaccinare persone già vaccinate mentre quelle ancora da vaccinare sono costrette ad andare in comuni lontani per vaccinarsi?Possibile che non ci sia un database dei vaccinati?Marco LunghiEcologiaLa natura presentail conto da pagareIl nostro pianeta ha passato diverse ere, adesso siamo nell'era della tecnologia più sofisticata, della conoscenza delle tante lingue mondiali. Una parola che abbiamo imparato tutti è senza dubbio "coronavirus".La fine di ogni era geologica è stata caratterizzata da grandi cambiamenti naturali e climatici. I nostri antenati avranno dovuto lottare parecchio per riuscire a sopravvivere a tutte le avversità naturali. Però nei tanti secoli sono riusciti a migliorare la loro vita, fino ad arrivare ai giorni nostri.Mi chiedo: passata questa era di "coronavirus" l'uomo super tecnologico riuscirà a proteggere e rispettare di più la natura? Soprattutto a non inquinare, o perlomeno ridurlo al minimo?Secondo me i virus proliferano dove c'è inquinamento ma anche dove la natura viene violentata.Anche l'equilibrio tra uomo, animali e piante deve avere una forma positiva per il bene dell'umanità. Se invece vince la potenza distruttiva, la natura ogni tanto ci presenterà il conto con i "coronavirus".Giuseppe Lanfranchi. Pavia