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Donatella Zorzetto / VIGEVANOIn coda in auto, anche per quattro ore, fino alla tangenziale, ad attendere il proprio turno. In molti spazientiti, visto il motivo per cui si trovavano lì: sottoporsi a tampone naso-faringeo anti-Covid, eseguito direttamente sull'auto, dal personale della struttura "drive-in", gestita dall'Esercito e organizzata da Asst Pavia, al palasport di Vigevano. Una vera e propria esplosione di richieste ha interessato, ieri, le strutture sia a Vigevano che a Voghera: nel primo caso in un solo giorno sono stati eseguiti 170 tamponi, nel secondo 150. «Davanti avevo 65 auto».Così è capitato, a Vigevano, ad una delle candidate al vaccino, la capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale, Emma Stepan. «Siamo arrivati alle 7.50 e avevamo davanti 65 auto - spiega Stepan -. Credo però che il problema delle code si possa risolvere spostando più indietro la struttura dei tamponi, oppure agendo diversamente per l'apertura dei cancelli. Dopo le 8 la fila di veicoli sulla strada si è risolta rapidamente. Ho avuto l'impressione di tempi lunghi, ma proporzionati alla forte affluenza e a tutto l'iter amministrativo e medico da seguire, che non è semplice. L'organizzazione c'è, ma alla fine siamo usciti alle 11.40: quasi quattro ore dopo». La corsa allo screeningMa cosa è successo a Vigevano e Voghera? Nessun particolare focolaio, ma una generalizzata necessità di sottoporsi al controllo anti-Covid perché reduci da quarantena, oppure per rientrare al lavoro, o ancora per confermare l'esito di un precedente tampone negativo. Di certo, la folla in coda fuori dai punti drive-in testimonia un aumento generalizzato dei contagi in provincia. Basti pensare che, nell'ultima settimana, i pavesi contagiati sono stati circa 2mila.Viabilità in tiltLa corsa al tampone a Vigevano ha creato anche problemi viabilistici: lomellini che si sono messi in coda all'alba per arrivare prima. «Non so se sia un problema dovuto al poco personale - commenta il consigliere comunale vigevanese Furio Suvilla -. Credo però che sia necessario regolamentare il traffico, e che quindi la polizia locale debba attivarsi e valutare se non sia il caso di gestire l'affluenza dei veicoli nei giorni più complicati. Lunedì mattina la fila era lunga: arrivava sino all'altezza del benzinaio, in via Gravellona».«La presenza di numerose persone in accesso alle aree "drive in" della provincia, testimonia l'importanza di queste strutture - sottolinea Armando Gozzini, direttore socio sanitario di Asst Pavia -. Che non sono da riconvertire in centro vaccinazioni, ma semmai da affiancare a quelli, così da poter dare una risposta puntuale alle necessità delle persone». (ha collaborato Oliviero Dellerba) --