Anche i manga e il rock pescano nell'antichità
PAVIAElisa Romano, una delle ideatrici del corso al Borromeo, è filologa classica (al dipartimento di studi umanistici dell'Università di Pavia) e tra i suoi insegnamenti c'è anche "tradizione e ricezione dei classici". Una materia nuova per l'ambito universitario, presente a Pavia e in pochissimi altri Atenei nazionali.Il suo insegnamento testimonia l'attualità di questo argomento.«Sì, da tre anni è stato introdotto nella laurea magistrale. In effetti fino a un ventennio fa era considerato qualcosa di stravagante, una sorta di "divertissement" per cui mancavano anche gli insegnanti. Oggi invece se ne parla tanto, all'estero addirittura sono studi che stanno avendo grande successo, una vera moda specialmente in ambito anglosassone. Sono i cosiddetti "classical reception studies" che destano l'interesse delle grandi case editrici. In Italia hanno una tradizione più antica, ma adesso vengono affrontati anche nella didattica universitaria e non solo: ci sono varie sperimentazioni in corso anche a livello di superiori».Come si può leggere oggi un testo classico?«Seguendo la teoria della ricezione di Hans-Georg Gadamer, che ricorda in parole semplici come nell'incontro tra lettore e testo ci sia sempre qualcosa di nuovo, una sorta di fusione degli orizzonti. In pratica ogni lettura diventa sempre una nuova lettura. Ecco perché esistono forme attuali di interpretazione dei classici che portano a risultati innovativi. Ma non solo nella letteratura, anche nell'arte, nella musica e nel cinema».Ad esempio?«Pensiamo ad uno scritto di Cicerone, "Il sogno di Scipione", che è diventato un libretto d'opera di Metastasio musicato da Mozart. Oppure il rapporto tra Enea e il padre Anchise, riletto in maniera molto diversa da quella tradizionale dal poemetto "Il passaggio di Enea" di Giorgio Caproni. Ma sono molti gli esempi, anche pop: il successo che hanno i personaggi antichi nei manga giapponesi e nei videogames, oppure anche nella musica rock». --D. Sch.