Rifugio Orsi, furto e vandalismi «Aiutateci a trovare chi è stato»
FABBRICA CURONEIl Rifugio Orsi, struttura posta lungo la Via del Sale tortonese, sul versante nord del Monte Ebro, è stato preso di mira da alcuni vandali che oltre ad aver forzato la finestra vicino all'ingresso e rotto un vetro, hanno messo sottosopra alcune parti del rifugio e si sono impossessati dei pochi oggetti di valore che venivano utilizzati in caso di necessità. Sono stati i gestori, saliti lo scorso weekend per un giro di ricognizione, ad accorgersi di quanto accaduto. Un gesto che lascia l'amaro in bocca in considerazione che, insieme al rifugio del Monte Chiappo, questa è una delle poche strutture esistenti lungo il crinale dell'Appennino che viene utilizzato come punto d'appoggio sia per effettuare la Via del Sale, sia per compiere escursioni lungo le vette al confine tra le province di Pavia, Alessandria, Genova e Piacenza.Costruito nel 1974Di proprietà del Cai di Tortona il rifugio, fu costruito nel 1974 da Ezio Orsi, socio del Cai tortonese, a cui è dedicato. Si dicono rammaricati i gestori che hanno pubblicato anche un post su Facebook nella speranza di poter risalire all'autore o agli autori di questo gesto di inciviltà.«Purtroppo lo scorso week end alcuni gestori saliti al rifugio per la consueta visita di routine - spiegano al Cai Tortona - si sono trovati di fronte a un spettacolo triste, sia per chi ama la montagna che per chi crede nei valori che il rifugio rappresenta. Tra l'11 gennaio e il 28 febbraio, qualche vandalo ha sfondato la finestra, è entrato e ha passato almeno un giorno e una notte dentro alla struttura consumando cibo e bevande, sporcando dappertutto, rovinando l'interno del rifugio e per finire, andandosene lasciando il rifugio aperto non prima di aver rubato quei pochi oggetti di valore che c'erano al suo interno. Una cosa così ci fa rabbia e ci rende molto tristi - dicono ancora i gestori -. Per questo motivo chiediamo a tutti i nostri amici di condividere il nostro messaggio per capire se qualcuno avesse visto qualcosa di sospetto in quel periodo di tempo. Chiediamo agli amici escursionisti che se qualcuno avesse notato qualcosa di anomalo o sospetto in questo lasso di tempo non esiti a contattarci. Noi continueremo ad amare la montagna e a prenderci cura del nostro bellissimo rifugio come sempre. Vi aspettiamo quando finalmente arriveranno momenti migliori».Il rifugio lo si raggiunge solamente a piedi in un'ora e mezza di cammino dalle Stalle di Salogni. Evidentemente qualcuno è salito sin quassù sapendo che la struttura durante la settimana è incustodita e quindi ha agito indisturbato. Al vaglio anche le videocamere di sorveglianza poste in alta Val Curone per incastrare i responsabili--ALESSANDRO DISPERATI