Inchiesta su mascherine e camici Tre arresti e 22 milioni sequestrati
il casoEdoardo Izzo / romaIn Italia la pandemia di Covid-19 non cessa di produrre dolore e scandali. Si è conclusa ieri con tre arresti e sequestri di beni per 22 milioni di euro l'inchiesta della Procura di Roma sulla fornitura nel corso della prima fase dell'emergenza sanitaria (tra marzo e aprile 2020) di 5 milioni di mascherine Ffp2 e 430mila camici alla Regione Lazio da parte della società European Network Tlc, per un prezzo complessivo di circa 22 milioni di euro. Ad allertare la Procura era stata una segnalazione dell'agenzia regionale della Protezione civile del Lazio. Dalle indagini, condotte dai finanzieri del Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico-finanziaria sotto la guida del procuratore aggiunto Paolo Ielo, è emerso che la società fornitrice ha accompagnato la merce con documenti rilasciati da enti non autorizzati a emettere l'attestazione. La società ha inoltre fatto ricorso a falsi certificati di conformità forniti da una società inglese riconducibile a uno degli arrestati per sdoganare i prodotti provenienti dalla Cina. Sono finiti ai domiciliari gli imprenditori Vittorio Farina, Domenico Romeo e Andelko Aleksic. A quest'ultimo fa capo la milanese European Network Tlc, nei cui confronti è stata emessa la misura interdittiva del divieto di contrarre contratti con la pubblica amministrazione. Le accuse vanno dalla frode nelle pubbliche forniture alla truffa aggravata in relazione e traffico di influenze illecite. Dall'ordinanza del gip è in particolare Farina a emergere nel ruolo di "faccendiere": «L'attività tecnica ha evidenziato il quadro relazionale di cui Farina si avvantaggia nello svolgimento della sua attività di procacciatore di affari per conto della Ent Srl». Sempre Farina, in un ulteriore viaggio a Roma, si legge nell'ordinanza, «è riuscito a incontrare il commissario straordinario Domenico Arcuri, come sembra emergere dai puntuali aggiornamenti effettuati da Farina ad Aleksic». Anche in questa inchiesta, però, l'ex-commissario straordinario Arcuri, non è indagato. Sulla questione è intervenuta ieri con una nota la struttura commissariale precisando che «in relazione all'inchiesta, in cui da conversazioni tra gli indagati pubblicate risulta citato l'ex commissario all'Emergenza Covid, estraneo alle indagini e probabilmente ancora una volta oggetto di traffico di influenze illecite, né la società European Network Tlc né le persone coinvolte nelle indagini, hanno ricevuto alcuna promessa, alcun affidamento o alcun incarico dall'ex Commissario o dalla Struttura commissariale». «La società, come tante altre - concludono gli uffici di Arcuri - aveva inviato diverse proposte a nessuna delle quali è stato mai dato alcun seguito dalla struttura stessa». L'inchiesta potrebbe riservare ulteriori sorprese: tra le persone coinvolte figurerebbe anche l'ex ministro e senatore, Saverio Romano, indagato per traffico di influenze illecite. --© RIPRODUZIONE RISERVATA