Allieva del Bronzino Ebbe otto figli da Clemente Pietra

silvano pietraCosa sappiamo di Lucrezia Quistelli? Senz'altro che incarna la figura di una donna colta, nobile e politicamente preparata, nonché perfettamente inserita nel quadro culturale del Rinascimento.Nata il 19 ottobre 1538 a Firenze, è figlia di Alfonso Quistelli e Giulia Santi. Cresciuta nell'indiscussa capitale dell'arte italiana, con un padre mecenate amico di Giorgio Vasari, Lucrezia deve aver presto sviluppato una propensione alla pittura tale da aver indotto la famiglia ad affinarne il talento alla scuola di Alessandro Allori, detto Il Bronzino.Giunta l'ora di trovarle marito, fu scelto per lei Clemente Pietra, apprezzato uomo d'arme al servizio di Cosimo de Medici ma anche fine uomo di cultura, ambasciatore mediceo in Spagna, amico a sua volta del Vasari, di Benedetto Varchi e di Ludovico Domenichi. Il secondo Conte di Silvano frequentava le accademie fiorentine e i circoli culturali della città toscana come sua madre (la Caterina Bianca Stampa che compare nel dipinto), e le diede otto figli (sei femmine e due maschi). Quando Clemente Pietra morì nel 1573, Lucrezia si trasferì a Milano per fare da tutrice al suo figlio maggiore, Alfonso, che aveva appena ereditato la carica paterna. In zona rimase, lo sappiamo per certo, per oltre un decennio: un documento finora inedito aggiunge infatti un'ulteriore curioso tassello alla nostra storia.«Il 10 settembre 1584 - dice don Ceriani - Lucrezia Quistelli compare davanti al Regio Ducale tribunale di Milano in una causa che vede coinvolti i figli Alfonso e Clemente circa la successione al Feudo di Silvano. Lo fa in qualità di "tutrice e curatrice" dei figli ancora minori: e se nel 1584 il conte Alfonso risulta essere minorenne, a maggior ragione lo era nel 1576, anno in cui fu commissionata la pala d'altare dedicata a Santa Caterina. Ecco perché possiamo dire che fu la nobildonna stessa a ricevere l'ordine dell'inviato papale di decorare al più presto l'altare laterale della chiesa di Santa Maria e San Pietro». Lucrezia morì nella sua Firenze nel 1594. A tutt'oggi la pala di Silvano è l'unica opera firmata e datata della pittrice, dal momento che, dopo il terremoto del 2012, non si conosce la sorte di due altri suoi dipinti conservati nel museo civico di Mirandola. --