"L'Ultima ruota" ha fatto tappa a Pavia In bici da Milano a Sanremo per la cultura
m. grazia piccalugaLa Milano-Sanremo "per la cultura e lo spettacolo dal vivo" ha fatto tappa ieri pomeriggio a Pavia. Artisti e maestranze hanno percorso, in bicicletta, i primi 39 chilometri dei 300 previsti che li porteranno dritti dritti davanti all'Ariston di Sanremo per dare voce a tutti i lavoratori del settore fermi al palo ormai da un anno. "L'Ultima ruota" non è una protesta. «E' un'impresa gentile e coraggiosa. Una ciclo-staffetta, Eroica come il ciclismo di un tempo» avvertono gli organizzatori. Cantanti, musicisti, attori, sarte, scenografi, tecnici delle luci e del suono, addetti stampa, coreografi: sono partiti ieri mattina da Milano, caschetto in testa e maglietta rossa con il logo dell'iniziativa che punta a fare da cassa di risonanza delle migliaia di addetti del settore che da troppo tempo non lavorano e non hanno voce. Ma l'oimpresa vuole anche ribadire che «la cultura è necessaria come l'aria che respiriamo». L'adesione di PaviaA Pavia i ciclisti hanno trovato ad accoglierli e a sostenerli tutti i lavoratori della fondazione Fraschini, la direttrice generale Francesca Bertoglio, gli studenti della scuola del teatro, l'assessore alla Cultura del Comune Mariangela Calisti, i circoli Arci e poi uno storico organizzatore di eventi (dal 1991) come Silvio Petitto.In piazza sono arrivati anche Daniela Bonanni e Paolo Pieretto, entrambi tenaci portavoce (ieri con il supporto musicale dei Nylon) di un patrimonio musicale cittadino a rischio estinzione qual'è Spaziomusica. Infine lo scrittore Gino Cervi e l'attore-regista Davide Ferrari hanno dedicato ai viaggiatori due letture. Tutti debitamente distanziati e muniti di mascherina, in una piazza Vittoria che, già verso le 16, registrava il quasi tutto esaurito ai tavoli dei bar all'aperto. E allora perché non i teatri, i cinema, i musei e gli spettacoli musicali dove mantenere le distanze e garantire i controlli sarebbe possibile? E' la domanda ricorrente. Un'impresa corale«La bicicletta è la cifra stilistica di questa impresa eccezionale, che porta a spingere sui pedali all'insegna di salite e discese, glorie e fatiche, metafora del mestiere dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo dal vivo» spiegano i promotori dell'iniziativa. La cultura però è un patrimonio, oltre che un bisogno, collettivo. Per questo è necessario il sostegno di tutti. E' stato attivato anche un crowdfunding, collegandosi al link: https://buonacausa.org/cause/ultima-ruota.Non a caso l'inno ufficiale dell'evento si intitola "Recovery funk" («Qui di ristori non se ne sono visti» ) cantata dai ferraresi Guido Foddis e Davide Mantovani che hanno ricordato alcune loro belle serate proprio a Spazio, a Pavia. Le lettere di lavoratori e studentiDavanti a Fraschini sono state consegnate ai ciclisti-artisti sono state consegnate alcune lettere che raccontano il disagio dell'ultimo anno e che riguardano tutta la comunità che ruota attorno non solo al mondo del teatro ma anche a quello del turismo e della didattica, tutti penalizzati dalla pandemia.Stamattina la "carovana" riparte e nelle 5 tappe che rimangono raccoglierà altre voci. --