Ipotesi biodigestore in zona Morsella Rispunta il progetto

VIGEVANOTorna alla ribalta il progetto di realizzare un biodigestore presso la Cascina Cavalli, nelle campagne tra la Morsella e Parona. Con una certa ciclicità, infatti, le voci sul possibile approdo di un impianto simile ricorrono in città. Così, mentre nei pressi della cascina di proprietà pubblica sta per iniziare l'ennesimo recupero di quintali di spazzatura abbandonata, il dibattito sull'opportunità di realizzare un simile tipo di impianto torna di moda. La digestione anaerobica della frazione umida della spazzatura è un sistema utilizzato in diverse parti di Italia, sia per produrre energia che compost da destinare all'agricoltura. «Un progetto simile - spiega l'amministratore unico di Asm Gianluca Zorzoli - però richiederà dai 5 agli 8 anni per essere realizzato. Inoltre, di sicuro non rientra nelle possibilità economiche dirette della nostra società. Quindi le uniche ipotesi possono essere legate a una partnership con un'azienda del settore (in città si parla di A2a, ndr) oppure di un impianto del tutto privato. I costi sarebbero compresi fra i 7 e gli 8 milioni di euro». Zorzoli, però, per il momento non ha ricevuto nessuna proposta concreta. E anche il sindaco Andrea Ceffa sembra per il momento cadere dalle nuvole. Sul biodigestore, per altro, è caduta recentemente Asga, una delle società della galassia Asm: aveva in pancia l'autorizzazione per realizzare un impianto alla Cascina Cavalli ed è stata avviata in liquidazione al termine di un'esistenza che definire tribolata è riduttivo. «Del biodigestore - commenta ancora Zorzoli - si è parlato un milione di volte a Vigevano, ma se ne parla senza un motivo concreto. I prossimi anni saranno già molto impegnativi per Asm-Isa, che deve pensare ai propri investimenti e che non ha voglia né modo di pensare a un salvataggio di Clir». Per Asm-Isa infatti, ci sono in arrivo i due impianti di raccolta di via Ceresio (per il vetro l'apertura dovrebbe essere prevista per l'estate; per il verde se ne riparla probabilmente dal prossimo anno) e soprattutto il centro di pretrattamento in corso Torino, dove sorgeva l'inceneritore dell'ex consorzio, mentre è un'incognita capire chi si farà carico del servizio in buona parte della Lomellina. «Al di là delle scelte dei vari Comuni che erano con Clir per la raccolta dei rifiuti - dice ancora l'amministratore di viale Petrarca - l'impianto di corso Torino potrebbe essere l'unico a livello lomellino a svolgere la preselezione». Una forma di business per Asm-Isa che però richiederebbe nuove collaborazioni ancora da scrivere, considerato che Gambolò viene considerato un possibile comune pronto a cedere l'appalto di raccolta. --Oliviero Dellerba