Muore a 35 anni per pancreatite gara di solidarietà per la famiglia

SANTA MARIA DELLA VERSAAveva coltivato la passione per i cavalli, lavorando per oltre 16 anni nelle scuderie dell'agriturismo "Il Borgo" in frazione Canevino a Colli Verdi, e aveva anche imparato a curarli e a cavalcarli. Probabilmente avrebbe voluto insegnarlo anche a suo figlio, che oggi ha appena 4 anni, se una pancreatite fulminante non l'avesse ucciso a soli 35 anni. In Italia dal 2004È morto così, improvvisamente, durante il ricovero all'ospedale di Stradella, Boota Singh Rathor, giovane di origini indiane, appartenente alla comunità sikh, ma in Italia ormai dal 2004. Una scomparsa che ha lasciato di stucco tutta la val Versa, dove Boota era molto conosciuto e apprezzato: da un anno, dopo aver lasciato "Il Borgo", abitava con la moglie e il figlioletto in una casa a Santa Maria della Versa, in frazione Begoglio. Appena arrivato in Italia, a soli 18 anni, era stato segnalato, insieme ad altri due connazionali, a Claudio Signori, titolare dell'agriturismo insieme alla moglie, che lo aveva preso a lavorare con lui nella scuderia specializzata nell'allevamento di cavalli da reining (una disciplina dell'equitazione americana). «All'inizio non sapeva quasi quante zampe avesse un cavallo, ma con il passare del tempo la passione è cresciuta dentro di lui» ricorda Signori, sconvolto per l'accaduto».Innamorato del lavoro«Ben presto, lavorando a stretto contatto con il proprietario e lo staff, Boota era diventato un aiuto insostituibile nella gestione delle scuderie, diventando anche bravo in sella ai cavalli, in particolare i puledri. «Tutti quelli che sono passati di qui in questi anni lo ricordano con affetto - aggiunge Signori -. Era un ragazzo con tanta grinta e voglia di lavorare. Era il mio uomo di fiducia ovunque».Anche quando, un anno fa, Signori aveva deciso di abbandonare l'allevamento dei cavalli, il 35enne era rimasto lì come custode, occupandosi della cura e della gestione della struttura. Nel frattempo, aveva trovato lavoro come magazziniere alla Amazon di Castel San Giovanni, per mantenere la moglie e il figlio, andando ad abitare a Santa Maria.Il ricovero d'urgenzaNei giorni scorsi era stato ricoverato in ospedale per alcuni disturbi legati ad una pancreatite, ma le sue condizioni sembravano stabili; poi martedì la situazione è precipitata e per Boota non c'è stato niente da fare. La comunità indiana si è subito stretta intorno alla famiglia e molti amici di Santa Maria si sono fatti avanti per dare una mano nelle spese del funerale; i titolari del Bar Commercio, inoltre, hanno avviato una raccolta fondi per aiutare la moglie e il figlio. Ieri mattina il capo spirituale del centro religioso sikh di Cremona ha recitato una preghiera in suo suffragio nella camera mortuaria dell'ospedale di Stradella, poi il feretro è stato portato a Pavia per la cremazione. --Oliviero Maggi