Piccioni in via Emilia che sporcano troppo E i negozi protestano

Il casoOgni giorno, intorno alle dodici, la scena è la stessa. Nella centralissima via Emilia di Voghera (ma dal lato meno patinato, quello che va da piazza San Bovo al Rondò Quarleri) uno stormo di piccioni si aggira dalle parti dell'ex bar Cevenini, planando a turno sul marciapiede dai tetti dei palazzi circostanti. Cosa li attira? Una razione quotidiana di pane e riso, che qualcuno deposita immancabilmente davanti alla soglia di una casa apparentemente disabitata. Uno spettacolo poco consono al salotto buono della città, che ha scatenato nei giorni scorsi un po' di bagarre: i commercianti, in particolare, si sono lamentati della situazione poco decorosa, segnalata più volte anche dai loro clienti, che spesso si ritrovano a dover cambiare marciapiede per percorrere la via. A furia di chicchi, così, i piccioni sono sempre di più, mentre il responsabile del banchetto rischia una bella multa. «Dare da mangiare ai columbidi in generale - dice Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale - è vietato dal Regolamento di Polizia Urbana del Comune, che all'articolo 34 riporta anche le sanzioni previste per i trasgressori: una multa da 50 a 300 euro, a cui si aggiunge la messa in pristino (cioè in questo caso la pulizia) dei luoghi. Il problema sta nel riuscire a multare il responsabile, che andrebbe colto sul fatto. E' praticamente impossibile farlo senza una segnalazione, dunque invito chi volesse mettere fine a questa situazione a telefonare al comando di Polizia locale nel momento in cui viene posizionato il cibo, oppure a scattare una foto e a inviarla attraverso l'app Municipium. Sarà cura degli agenti far rispettare la legge». Quel che è certo è che non è necessaria nessuna disinfestazione, perché nel momento in cui una colonia non dovesse trovare più cibo, sarebbe lei stessa a spostarsi altrove: «Se prima non c'erano e adesso ce ne sono così tanti - continua William Tura, assessore all'Ecologia - è perché sono stati attirati dal riso, e la soluzione più immediata (nonchè la meno crudele) è quello di toglierlo. Se il regolamento comunale vieta queste pratiche un motivo c'è: non si tratta di cattiveria né soltanto di decoro, ma in questo caso anche di un'azione che vanifica gli sforzi del settore ecologia. Da anni infatti a Voghera si applica una campagna non cruenta per il contenimento del numero dei piccioni: la conduciamo con l'Ovistop, un mangime anticoncezionale. Non solo riduce il numero delle nascite, ma induce anche gli uccelli all'allontanamento». --Serena Simula