Via libera alla ricerca sugli animali Lav delusa
torino«Abbiamo perso. Questa sentenza mette per sempre la parola fine alla nostra battaglia». Gianluca Felicetti, presidente della Lav, la Lega anti vivisezione, commenta così quanto deciso dal Consiglio di Stato: i test su sei macachi nell'ambito dello studio "Light-up" delle università di Parma e Torino possono riprendere una volta per tutte. «Questa sentenza è una sconfitta per tutta la comunità scientifica: il ministero della Salute ha perso l'occasione storica di regolamentare le autorizzazioni per le sperimentazioni sugli animali», ha rimarcato Felicetti. Gli atenei di Parma e Torino rivendicano la legittimità della sperimentazione. «Essendo stati accertati univocamente la validità dell'autorizzazione ministeriale e il rigoroso rispetto di tutte le norme in materia di tutela del benessere animale, la ricerca può riprendere senza più ostacoli» dicono le due università. Il progetto, "Light-up", ha come obiettivo ricreare un "modello animale" per lo studio delle persone che hanno perso parzialmente la vista a causa di un danno cerebrale. I macachi che fanno parte della sperimentazione, sei esemplari, devono quindi subire un intervento chirurgico al cervello con lo scopo di creare una piccola area cieca in uno dei due occhi. In questo modo gli scienziati possono studiare i processi neuro fisiologici di adattamento della visione. La pronuncia del Consiglio di Stato, hanno aggiunto gli atenei, «prova l'inattaccabile solidità e correttezza sul piano etico, tecnico-scientifico e formale non solo del progetto ma anche dell'iter autorizzativo svolto dagli organismi competenti, ministero della Salute in primis». Niente trionfalismi per Marco Tamietto, il professore che guida lo studio per la parte di UniTo, già minacciato di morte e in passato destinatario di un proiettile: «Stiamo parlando di una vicenda che si trascina da un anno e mezzo e che non ha mai avuto alcun fondamento scientifico: erano solo farneticazioni di negazionisti». Usare gli animali per le sperimentazioni che riguardano il diritto alla cura dei pazienti, per Tamietto, «è sempre stato un modus operandi perfettamente corretto e sostenibile. Basti pensare che il vaccino per il Covid, nella sua fase pre clinica, è stato sviluppato proprio usando dei macachi». «Le bugie e i ricorsi animalisti - dice Giuliano Grignaschi, direttore Research4Life - hanno avuto come unico effetto procrastinare di un anno la soluzione ai problemi e le sofferenze dei malati».-- Leo.D.Pa © RIPRODUZIONE RISERVATA