Paola e Claudio Regeni «Grazie a Pavia che onora l'impegno di nostro figlio Giulio»

L'iniziativa«Grazie all'Università di Pavia e al Collegio Borromeo che con questa iniziativa ricordano Giulio nel modo migliore, ossia con una memoria attiva, facendo azioni. Giulio era uno studioso esigente ed ora sarà felice di essere ricordato nel contesto universitario pavese. Appena la pandemia lo consentirà sicuramente verremo a Pavia a ringraziare di persone».Le voci che aprono il collegamento streaming per introdurre il ciclo interdisciplinare di incontri e seminari dal titolo "Medicina, Equità, Diritti" (promossa da Collegio Borromeo e Università di Pavia) sono quelle commosse di Paola e Claudio Regeni, genitori del dottorando in economia dell'Università di Cambridge barbaramente ucciso nel 2016 in Egitto, mentre era al lavoro su una tesi in politica economica. Obiettivo del corso è ricordarne la tragica e irrisolta vicenda, condannarne la terribile violazione dei diritti umani, e tornare a segnalarla con forza all'attenzione pubblica, anche per aiutare tutte le altre persone che si trovano ora nelle stesse condizioni di Giulio, come Patrick Zaki e Ahmadreza Jalali. Per questa ragione l'evento inaugurale è avvenuto ieri, quinto anniversario del rapimento di Giulio e giornata internazionale per la pace e contro i soprusi. Il ciclo nasce da un'idea di Luca Ansaloni, direttore della Chirurgia 1 del Policlinico San Matteo, con alle spalle esperienze forti negli ospedali in Uganda e Kenya, affiancato da Clelia Martignoni, titolare della cattedra di letteratura italiana contemporanea dell'Università pavese fino a due anni fa e al rettore del Collegio, Alberto Lolli.Si articolerà in sei incontri che si terranno online tra marzo e maggio. «Al centro i legami tra diritti, salute ed equità - ha sottolineato Ansaloni- che sono molto complessi. Il corso declinerà nella maniera più precisa possibile questa triade letale». Si partirà il 4 marzo, alle 18, parlando di assistenza sanitaria e violazioni dei diritti nelle carceri. Successivamente si entrerà nei meandri dei diritti da tutelare in guerra, nelle migrazioni e nei contesti di fragilità, riservando anche un incontro alla morte di Stefano Cucchi, altra pagina terribile della nostra storia. Gli incontri si gioveranno di relatori particolarmente qualificati, dell'Università di Pavia, della società civile, e di altri Atenei, tra cui Giampaolo Azzoni, Gherardo Colombo, Francesca Dal Mas, Francesco Falaschi, Carlo Alberto Redi, Luisa Rosti, Vincenzo Salvatore, Gino Strada.«Giulio Regeni è diventato un simbolo per tutti noi - le parole del Rettore Francesco Svelto - e il coraggio dei suoi genitori è stato determinante nell'opera di sensibilizzazione della società sul tema della tutela dei diritti. Noi ci siamo sentiti in dovere di promuovere questa iniziativa, perché siamo il luogo per eccellenza della formazione dei giovani». Analogamente il Rettore del Borromeo, Alberto Lolli, ha ripreso l'importanza della terminologia utilizzata da Paola e Claudio Regeni. «Giulio deve essere memoria attiva - ha commentato - la sua vicenda dopo avere interpellato il mondo ora deve interpellare noi. Verità e giustizia sono valori che si costruiscono ogni giorno e imparare deve essere la radice dell'insegnare».Antonella Forlino, Prorettrice all'internazionalizzazione dell'Università di Pavia, ha ricordato l'impegno dell'Ateneo nell'ambito della difesa dei diritti umani, ospitando ricercatori minacciati nei loro Paesi d'origine e attraverso l'attivazione dal 2015 di un progetto rifugiati. Hanno portato il saluto anche Virginia Strocchi, in rappresentanza di tutti gli studenti universitari e i due dottorandi Federico Bertoglio e Stefano Damiani. Il ciclo di questo anno sarà aperto a tutti in diretta streaming sulle piattaforme social, o iscrivendosi, mandando una mail a eventi@collegioborromeo.it. --Daniela Scherrer© RIPRODUZIONE RISERVATA