dieci morti: un comune assente

Mi rivolgo al sindaco di Castelletto per manifestare alcune mie perplessità e riflessioni in ordine a quanto successo, o meglio non successo, domenica 10 gennaio in occasione della tradizionale celebrazione della ricorrenza di quella che viene comunemente chiamata "la battaglia di Lungavilla". Nellla celebrazione di quanto accaduto il 2 gennaio 1945 vengono accomunate anche le tristi date del 4 e 10 dicembre 1944: in questi tre giorni furono trucidati dai nazifascisti 10 nostri concittadini.Contrariamente al passato, quest'anno alla cerimonia rievocativa (svoltasi a Lungavilla per effetto dell'alternanza con Verretto e Castelletto), era inspiegabilmente assente la rappresentanza di Castelletto: assente il Sindaco e qualsiasi altro suo rappresentante.A quanto mi risulta è la prima volta che l'amministrazione comunale di Castelletto non partecipa; forse reputa che dopo 75 anni sia il caso di lasciar perdere e non impegnare due ore del proprio prezioso tempo per partecipare? Se dovesse passare questo modo di ragionare mi domando perché mai a Roma festeggino il Natale di Roma (da oltre 2.500 anni), e poi Natale e Pasqua. Sono cose del tempo passato o servono solamente per utilizzare il pulpito della Chiesa quale palcoscenico per fare gli auguri ai cittadini? Significa che il prossimo 25 Aprile l'amministrazione comunale non sarà presente alla manifestazione?Ma cosa ne penseranno i parenti superstiti e i cittadini di Castelletto di questo atteggiamento sconsiderato? Forse dobbiamo pensare, che questi dieci giovani hanno sacrificato la loro vita invano e non vale la pena ricordarli? I nomi delle vie a loro dedicati a Castelletto hanno ancora un senso, a distanza di anni, oppure dovrebbero essere cambiati?A me, che castellettese sono di nascita, tutto questo non sta bene: è il mio pensiero personale, però sarei curioso di conoscere anche quello degli altri miei concittadini.Luciano Villani. Castelletto di Branduzzo