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romaI sindacati del pubblico impiego confermano lo sciopero di domani. La ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha convocato i rappresentanti dei lavoratori di Cgil, Cisl e Uil per discutere del rinnovo per gli anni 2019-21 dopodomani, data ritenuta «tardiva» dai sindacati che hanno confermato la protesta. Sciopereranno quindi i lavoratori delle funzioni centrali (ministeri, Inps, Inail, Agenzie fiscali ecc), degli Enti locali e della Sanità, garantendo i servizi essenziali alla popolazione, e quelli dei nidi e delle materne mentre non sciopererà il resto del personale della scuola. Mercoledì non saranno assicurati i servizi alla prima infanzia né le visite ambulatoriali mentre funzioneranno gli ospedali (pronto soccorso, ricoverati e interventi urgenti). Potrebbero esserci ritardi nei servizi burocratici, all'anagrafe nei comuni e negli altri servizi amministrativi. I lavoratori coinvolti dal rinnovo contrattuale sono 3,2 milioni ma non incroceranno le braccia i lavoratori della scuola e forze dell'ordine. «Le relazioni sindacali e la contrattazione 2019/ 2021 - ha scritto Dadone in una lettera aperta ai sindacati - assumono una rilevanza persino maggiore di quanto si pensava fino a 12 mesi fa. Questa tornata contrattuale dovrà rappresentare lo spartiacque: credo valga la pena ragionare sulla riallocazione delle risorse derivanti dai risparmi che il lavoro agile porterà con sé». L'apertura della ministra non ha convinto i sindacati: « È un anno che chiediamo al governo di discutere sulla riforma, non siamo stati ascoltati», dice Maurizio Landini della Cgil. - r. e. © RIPRODUZIONE RISERVATA