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Il casoAlessandra Rizzo / LONDRA«Nessuna scorciatoia». Lo hanno assicurato le autorità sanitarie britanniche dopo che il Regno Unito ha bruciato tutti sul tempo, resto dell'Europa inclusa, ed è diventato il primo Paese al mondo ad approvare il vaccino della Pfizer-BioNTech contro il coronavirus. Il governo di Londra ha ora davanti a sé due compiti principali: rassicurare i cittadini sulla sicurezza del vaccino, e prepararsi a distribuire decine di milioni di dosi in quella che è già stata chiamata la più grande operazione logistica mai affrontata nel Paese in tempo di pace. «Una sfida logistica immensa», ha detto in serata il Primo Ministro Boris Johnson, che ha salutato una notizia «fantastica», ma anche invitato i cittadini a non cantare vittoria troppo presto. «Non è ancora finita. Ci vorranno mesi prima che tutte le persone più vulnerabili siano protette». Le prime dosi sono comunque attese per martedì prossimo. L'autorizzazione all'uso emergenziale del vaccino, messo a punto dal gigante farmaceutico americano Pfizer e dall'azienda tedesca BioNTech, è stato dato dall'agenzia indipendente di controllo e regolazione dei farmaci (Mhra). Una decisione che arriva quando l'Inghilterra esce dal lockdown ma entra in un nuovo sistema di restrizioni su vari livelli che durerà almeno fino a Febbraio. L'essere arrivati primi ha scatenato un certo orgoglio nazionale, sebbene il vaccino non abbia nulla di britannico, con il ministro della Sanità Hancock che ha dato alla Brexit il merito dell'approvazione più rapida rispetto alla Ue (il Regno Unito fino al 1° gennaio resta all'interno degli organismi europei, ma il governo di Londra ha optato per un'approvazione "di emergenza" riservata ai governi nazionali). La decisione ha lasciato di stucco l'Ema, l'agenzia europea del farmaco, che ha fatto sapere come il suo iter, basandosi su una maggiore quantità di prove, sia più corretto, anche se più lento. Il regolatore britannico ha dato garanzie di aver condotto per mesi analisi rigorose sul vaccino, che ha un'efficacia del 95% nel prevenire la malattia, su tutte le fasce della popolazione senza distinzione di età o sesso. «Non abbiamo preso nessuna scorciatoia», ha detto June Raine, la direttrice dell'agenzia MHRA. «Sicurezza è la nostra parola d'ordine». Ora bisogna far arrivare il vaccino a milioni di persone, tanto più che i primi ad essere vaccinati dovranno essere gli anziani nelle case di cura e gli over 80, insieme ai medici in prima linea e al personale sanitario. Il vaccino deve essere mantenuto ad una temperatura di 70 gradi sottozero, una condizione che rende lo stoccaggio e il trasporto particolarmente complicati (il vaccino si mantiene "stabile" ad una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi per alcune ore). Il governo ha individuato 50 ospedali con le necessarie infrastrutture e mobilitato l'esercito per il supporto logistico in siti di vaccinazione di massa, come centri congressi o stadi. Alcuni tabloid, sempre pronti ad evocare il ricordo dell'eroismo britannico durante la Seconda Guerra Mondiale, già parlano di nuovo V-Day, "Vaccination Day" . Il Regno Unito ha ordinato 40 milioni di dosi, sufficienti per 20 milioni di persone, con due iniezioni ciascuna. Le prime 800 mila arriveranno nei prossimi giorni da un laboratorio in Belgio, con percorso e movimenti mantenuti segreti per motivi di sicurezza. Il governo spera di vaccinare cinque milioni di persone entro la fine dell'anno, e tutta la popolazione entro l'anno, soprattutto se arriverà l'approvazione anche per gli altri due vaccini in dirittura d'arrivo. Resta da convincere gli scettici. Il rischio in questo caso non è rappresentato solo dai no-vax più accaniti o dalla disinformazione imperante in rete, ma anche dal fatto che che lo sviluppo e l'approvazione rapidi suscitano dubbi in chi di solito non ne ha. Secondo un sondaggio di YouGov, un britannico su cinque non è convinto che il vaccino sia sicuro. Johnson, che con il virus ha fatto i conti, non esclude di farsi vaccinare in diretta tv per convincere anche i più scettici. --© RIPRODUZIONE RISERVATA