Tassi: «Attenzione a non falsare tutti i campionati»
L'intervistaDopo la breve esperienza alla Vogherese della passata stagione Maurizio Tassi è tornato al Sancolombano, sempre in Eccellenza, girone B lombardo.Per il tecnico originario di Pieve Porto Morone, San Colombano al Lambro è di fatto la sua "casa calcistica", visto che aveva guidato il club per 8 anni, dal 2009 al 2017 in Eccellenza e in Serie D.«Stiamo vivendo una realtà difficilissima - commenta -. Mi auguro che si possa in qualche modo tornare alla normalità, o quasi, e provare a riprendere. Vedendo la situazione attuale penso sia difficile pensare di poterci tornare ad allenare dal 4 dicembre. Con protocolli che, comunque, andranno rivisti per la serie D e l'Eccellenza e che devono tener conto di quest'emergenza e dare situazioni attuabili ai club per poter riprendere e concludere i campionati. Ci sono situazioni emblematiche: il Nibbiano, per rinvii delle gare previsti con gli avversari che accusavano contagi per Covid, non ne ha giocato, finora, neppure una del suo calendario. Ci sono società che hanno pagato gli stipendi, o rimborsi, ai calciatori senza che siano mai scesi in campo. È difficile andare avanti così. In Eccellenza il 50% dei calciatori fa questo per lavoro».Cosa pensa dei format proposti dal Comitato regionale lombardo?«Se fosse possibile sarebbe auspicabile giocare fino a giugno o inizio luglio in Eccellenza, per completare un calendario regolare di andata e ritorno. Una classifica finale con la conclusione della sola andata non sarebbe veritiera. Personalmente mi farebbe comodo perché ho giocato 4 partite, vinte tre e persa una contro il Città di Sangiuliano, e per una formazione con obiettivo salvezza, che gioca mediamente con 6 Under titolari, con questi numeri e meno giornate saremmo facilitati. Ma questo non è giusto. Come si può, in Eccellenza con gironi a 18,pensare a quattro retrocessioni giocando metà campionato? Già lo scorso anno chi era ultimo nei tre gironi di Eccellenza è stato retrocesso d'ufficio con quasi mezzo girone di ritorno da giocare e con 1 o 2 punti di distacco dalla penultima. Andavano congelate le retrocessioni così come è stato dalla Promozione in giù».--Enrico Venni