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ROMA Mentre dalla Protezione civile parte la chiamata alle armi per arruolare altri duemila cacciatori di virus e il ministro della Salute, Roberto Speranza, apre ai tamponi rapidi in farmacia, la curva dei contagi continua a salire, passando da 15.199 a 16.079 casi. Una crescita comunque meno impetuosa di quella del giorno prima, che aveva fatto riprendere in mano al governo la pratica Dpcm, temendo che le strette a livello locale non fossero oramai sufficienti. Certo, il Covid continua a mietere sempre più vittime, salite ieri da 127 a 136, mentre sono 637 i letti in più occupati nei reparti di medicina e 66 in quelli di terapia intensiva. Pronti a nuovi interventi Ma c'è un numero che a Palazzo Chigi ha fatto tirare un mezzo sospiro di sollievo: quello dei nuovi contagi nel Lazio, rimasti sostanzialmente stabili dopo giorni di salita ripida. E qui, anticipando la decisione del governo, la mascherina obbligatoria è stata introdotta una ventina di giorni fa. L'arco di tempo che gli esperti considerano necessario perché una misura di contenimento abbia effetto. Che il premier Giuseppe Conte abbia scommesso sull'azione ritardata di quanto approvato con gli ultimi due Dpcm trapela del resto anche quando dice che sì, «la situazione è molto critica», ma «ben diversa da marzo». Anche se poi avverte che il governo «è pronto ad intervenire ancora». Coprifuoco e autocertificazioni La linea però continua ad essere quella di lasciar fare alle regioni. Intenzionate ad andare avanti con la linea del coprifuoco, che da domani notte e per 30 giorni scatta dalle 24 alle 5 nel Lazio, mentre a Roma si transennano vie e piazze della movida nei week end dalle 21 alle 24. E contemporaneamente torna anche la famigerata autocertificazione, sia per chi ha un valido motivo di infrangere il coprifuoco, che per i campani che devono spostarsi da una provincia all'altra nonostante l'ordinanza di divieto. Se non altro il Viminale ha messo a disposizione sul suo sito un modello da poter scaricare e valido per quelle regioni, Lazio, Campania e Lombardia, che hanno deciso di imporre la ritirata serale.Intanto sotto la regia del ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, governo e regioni hanno raggiunto un accordo su come superare l'impasse dei tamponi e lo scandalo delle code ai drive in. Prima di tutto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli arruolerà immediatamente duemila tra sanitari e assistenti socio-sanitari per potenziare il fuoco dei tamponi e tracciare i contatti stretti dei positivi, che sempre più numerosi sfuggono al controllo, finendo per contribuire alla diffusione del virus. Il bando è aperto da questa mattina sul sito della Protezione civile e si chiuderà già domenica. La domanda andrà presentata nella regioni di residenza. Ma il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha aperto anche alla richiesta avanzata dalle regioni, il veneto Zaia e il ligure Toti in testa, di estendere anche alle farmacie la facoltà di eseguire i tamponi rapidi antigenici. «Lo stiamo sperimentando a Trento, se i risultati saranno positivi estenderemo l'esperienza in tutta Italia», ha assicurato. Più ambizioso il piano sollecitato dalle regioni di coinvolgere i medici di famiglia nell'assistenza domiciliare ai pazienti meno gravi, che possono essere messi in quarantena senza intasare gli ospedali. Speranza ha accolto la richiesta. I diretti interessati si vedrà. -- PA. RU.© RIPRODUZIONE RISERVATA