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Roberto LodigianiI cimeli che raccontano l'avventurosa vita di Giuseppe Maria Giulietti, geografo, esploratore, pioniere delle conquiste coloniali italiane nel Corno d'Africa, morto nel 1881 nello scontro con una tribù etiope, arricchiranno il già consistente patrimonio del museo di Casteggio. A farne dono il pronipote, Giuliano Giulietti. Si tratta di un insieme di beni della collezione privata, molti dei quali erano stati esposti due anni fa alla Certosa Cantù, nella mostra dedicata a questo personaggio, le cui imprese si collocano nell'epoca dei grandi esploratori d'Africa, dai britannici Burton, Speke, Livingstone, al francese Marchand, allo statunitense Stanley. L'elenco è lungo: il fucile ad avancarica dei fratelli Ambrosoli di Brescia, la pistola a tamburo di Giulietti; il suo caratteristico casco coloniale; una buffetteria in pelle; l'album fotografico sui luoghi in cui venne ucciso, il ritrovamento della spedizione e la cerimonia dell'arrivo della salma a Casteggio; acquerelli, quadri a olio e suoi disegni giovanili; i ritratti dell'esploratore, della moglie Berenice Cerri Giulietti, realizzati dal pittore pavese Giovanni Beri, oltre ad un suo autoritratto del 1872 e a quello dell'avvocato Carlo Giulietti, zio di Giuseppe; documenti, diplomi e altro ancora.«La donazione di Giuliano Giulietti, uomo di grande cultura e sensibilità, a cui va il mio ringraziamento, rappresenta un evento storico per Casteggio - sottolinea il sindaco Lorenzo Vigo - Ora la memora di Giuseppe Giulietti diventa a tutti gli effetti patrimonio della collettività casteggiana. Sorprende come, da questi cimeli, si possa osservare non solo la storia del Giulietti esploratore, ma anche le sue qualità di artista e di uomo di cultura. Da oggi saremo impegnati nell'ideazione di uno spazio espositivo adeguato alla valorizzazione del suo ricordo». Casteggio gli ha già dedicato le scuole medie e il viale alberato della stazione (che nel 2021, annuncia Vigo, sarà oggetto «di una importante riqualificazione»).Le esplorazioni e la morteNato il 28 dicembre 1847, dopo gli studi al Collegio nazionale di Voghera, Giuseppe Giulietti partì volontario per la Terza guerra d'Indipendenza (1866). Nel 1871 il matrimonio con la dornese Berenice Cerri, dalla quale ebbe un figlio. Rimasto vedovo, prese parte a una prima spedizione, incaricata di soccorrere la colonna Antinori, rimasta isolata nella regione dello Scioa. Tornò in Africa nel 1880, con l'obiettivo di esplorare la costa del Mar Rosso, muovendo dalla baia eritrea di Assab (prima colonia italiana nella regione). La sua conoscenza dei luoghi indusse la compagnia di navigazione Rubattino ad affidargli la cura degli affari in loco e la valutazione dell'opportunità di un'espansione nell'entroterra. Giulietti compì numerose missioni, fino a quella, fatale, partita l'11 aprile 1881 da Assab, con destinazione la zona dell'Aussa; il 25 maggio l'attacco degli etiopi, sembra causato da contrasti con lo sceicco Akito: per Giulietti e gli altri componenti della colonna non ci fu scampo.--(ha coll. Alessio Alfretti)