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Mentre la Commissione europea firma il primo contratto di acquisto anticipato di vaccini anti-Covid a nome dei Paesi membri Ue e il presidente russo, Vladimir Putin, annuncia l'arrivo per settembre di un secondo vaccino, c'è un dato con cui sembra bisognerà fare i conti, con qualsiasi vaccino: per avere un completo ritorno alla normalità, dovrà essere efficace almeno all'80%, sempre che si vaccini il 75% della popolazione. Ormai sono più di 170 i candidati vaccini in fase sperimentazione e adesso per la prima volta un modello informatico, pubblicato sull'American Journal of Preventive Medicine dai ricercatori dell'Università di New York City, stabilisce anche i parametri che dovranno avere per consentire di tornare alla vita pre-pandemia. Il gruppo guidato da Bruce Lee in una simulazione al computer ha scoperto, infatti, che se si vaccinasse il 75% della popolazione, il vaccino dovrebbe avere un'efficacia, cioè essere in grado di proteggere dall'infezione da nuovo coronavirus, di almeno il 70% per prevenire una pandemia, e almeno dell'80% per porre fine a quella in corso. Se si vaccinasse, invece, solo il 60% della popolazione, le soglie si alzerebbero, con circa l'80% di efficacia per prevenire un'epidemia e del 100% per estinguere l'attuale pandemia. «Molti spingono per arrivare al vaccino per tornare il prima possibile alla normalità. Ma dobbiamo avere delle aspettative corrette. Avere il vaccino non significa automaticamente ritornare alla vita prima della pandemia», commenta Lee. Intanto continua la corsa a chi riuscirà a far arrivare per primo sul mercato il vaccino. --