Merlini e Lucotti, pavesi all'assalto delle mura

la storiaTra i fanti, i bersaglieri e gli zappatori che diedero l'assalto alla breccia aperta nelle mura della Città Eterna, ci furono anche due pavesi, il sergente Enrico Merlini, classe 1842, e il geniere vogherese Angelo Lucotti, di tre anni più giovane. I due forse convbatterono fianco a fianco, si sfiorarono durante il furibondo attacco all'ultimo baluardo pontificio, guidato dal generale Raffaele Cadorna (padre di Luigi, il generalissimo della Grande Guerra e nonno dell'omonimo comandante del Clnai resistenziale). Lo racconta Pier Vittorio Chierico nel suo libro di prossima uscita.Merlini, di Pavia, fu un pluridecorato di guerra (e guerriglia). La prima medaglia, di bronzo, gli venne conferita dopo la partecipazione alla sanguinosa battaglia di San Martino, episodio-chiave (con Solferino) della Seconda guerra d'Indipendenza; altri due riconoscimenti al valor militare li ottenne durante la lotta al brigantaggiomeridionale; infine, il metallo più pregiato, l'oro, arrivò proprio per Porta Pia, con Merlini protagonista di un episodio toccante: fu lui il primo a soccorrere e a sorreggere tra le braccia l'ormai morente maggiore Pagliari, che prima di esalare l'ultimo respiro gli fece dono di una catenella e di un bracciale. Il vogherese Lucotti faceva parte della brigata del genio zappatori, uno dei reparti della riserva di corpo d'armata che venne impiegato per sgombrare le macerie dellemura di Roma prese a cannonate e agevolare così il passaggio di fanti e bersaglieri, mentre la resistenza, quasi simbolica, deldebole esercito pontificio si andava esaurendo. --R.Lo.