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Giuseppe BotteroIl via libera alla creazione di FiberCop con Tim, Kkr e Fastweb il 31 agosto accompagnato da un «Memorandum of understanding» non vincolante che prevede l'ingresso di Cassa depositi e prestiti nella nuova società. Il piano di massima per la nascita della rete unica, che ha preso forma dopo due anni di stallo, convince la Borsa - il titolo Telecom fa un balzo del 5,09 per cento a 0,388 euro - e trova una convergenza tra le forze politiche. Il progetto, di cui nei giorni scorsi hanno discusso in un incontro il numero uno del gruppo delle Tlc Luigi Gubitosi e l'ad di Cdp Fabrizio Palermo, prevede una società controllata da Tim ma con una presenza forte della Cassa e una governance condivisa a garanzia della «terzietà». Un passaggio fondamentale per accedere alle risorse del Recovery Fund. Lo schema è stato studiato per rassicurare le Authority sul tema della concorrenza, il cui via libera è condizione imprescindibile perché la Cassa vi prenda parte. La Commissione Ue segue da vicino gli sviluppi ma al momento non può commentare «scenari» che sono ancora «ipotetici». Se arriverà luce verde, nel nuovo soggetto non confluiranno soltanto la rete secondaria di Tim e Open Fiber, ma anche la rete primaria dell'ex monopolista. Questo permetterà a Tim di non scendere sotto il 50,1 per cento, perché se nelle stime degli analisti la rete secondaria di Tim e quella di Open Fiber si equivarrebbero (intorno ai 7 miliardi di euro) la dorsale è stata in passato valutata tra gli 8 e i 12 miliardi di euro. La società resterebbe aperta a possibili co-investimenti da parte di altri operatori. Al momento si tratta di scenari. Il primo e concreto passo avverrà lunedì quando il fondo infrastrutturale americano - con un investimento da 1, 8 miliardi di euro - acquisirà una quota del 37, 5 per cento della newco FiberCop. Fastweb apporterà la sua quota nella joint ventura Flashfiber in cambio del 4, 5 per cento del capitale. La macchina, messa in moto dal governo, in particolare dal ministro del Tesoro Roberto Gualtieri che temeva uno strappo di Kkr che avrebbe causato contraccolpi importanti sui mercati internazionali, è avviata e sarà importante anche il ruolo di Enel - che detiene il 50 per cento di Open Fiber, azienda che ha più di una carta da giocare tra cui quella di accettare l'offerta del fondo Macquarie. Le sigle dei sindacati delle telecomunicazioni sono schierate a favore del progetto e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedono un tavolo per non trascurare una riflessione sulle possibili ricadute occupazionali. E ricordano che «altre soluzioni, come scissioni, non permettono di competere con i colossi di Cina e Usa» e «impensieriscono molto sul piano della tenuta occupazionale». -© RIPRODUZIONE RISERVATA