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Maria Grazia PiccalugaL'affaire Spallanzani diventa una pièce teatrale. La rivalità, spinta alle estreme conseguenze, tra i due scienziati naturalisti del '700 sarà rappresentata dagli allievi del quarto anno del laboratorio di In Scena Veritas.Canovaccio è il libro di Paolo Mazzarello, scrittore e docente di Storia della Medicina all'Università di Pavia: "Costantinopoli 1786: la congiura e la beffa. L'intrigo Spallanzani" (Bollati Boringhieri 2004). I personaggi, che si muovono nella Pavia dei Lumi, escono dalle sue pagine e vengono poi interpretati, con la tecnica dell'improvvisazione, da 8 attori, diretti da Beppe Muliere.«La nostra ambizione - spiega Muliere, che dirige il laboratorio - è di portarlo in scena non su un palcoscenico o in uno spazio teatrale tradizionale ma in un cortile dell'Università o in un luogo che ricrei l'antica atmosfera. L'idea di partenza è stata quella di lavorare su un testo originale che raccontasse in qualche modo Pavia».A ottobre il gruppo aveva cominciato a lavorare sui personaggi, a febbraio metà lavoro era ultimato. Poi è scoppiata l'emergenza Covid e tutto si è fermato. «Riprendiamo a settembre, con l'obbiettivo di presentarlo a gennaio o febbraio del 2021» annuncia Muliere. Gli scienziati nemiciCiascuno a casa propria, durante il lockdown, si è appropriato del personaggio assegnato: Scopoli, Spallanzani, la sorella, la cugina Laura Bassi (fisica e accademica a Bologna), Alessandro Volta, Antonio Scarpa, il bidello dell'ateneo Guarnaschelli, un giudice e un avvocato.Ecco così crescere, prova dopo prova, le spigolosità di carattere, le ambizioni, la malizia, la dabbenaggine di uno e dell'altro scienziato che, ricorda il professor Mazzarello, «sostenevano posizioni scientifiche distanti: Scopoli era un classificatore della natura, Spallanzani cercava la causa in ogni manifestazione». «La querelle tra i due è quasi un esperimento in vivo - chiarisce Mazzarello - nel quale Spallanzani ammonisce il rivale: "Ecco cosa accade a fare il nomenclatore senza capire le cause di un fenomeno, si prendono delle cantonate». La beffa mortaleLa cantonata presa da Scopoli fu così eclatante da comprometterne la carriera e portarlo, per crepacuore, alla morte. Scopoli aveva infatti pubblicato - dedicandola nientemeno che al presidente della Royal Society di Londra Joseph Banks, l'immagine del cosidetto Physis Intestinalis: ma quella che lui riteneva essere una scoperta sensazionale, una nuova specie animale (gli fu portata da un medico di campagna e spacciata come un verme vomitato da una donna gravida) erano in realtà frattaglie di una gallina. Spallanzani se ne fece beffa, vendicandosi di torti subìti. «Nei miei lavori c'è sempre un interesse speciale ai rapporti umani, alle dinamiche tra le persone» spiega Muliere che, non avendo rinnegato i sui studi in Fisica, si lascia sedurre anche dalla scienza. Di recente ha infatti anche portato in scena un monologo sulla storia della meccanica quantistica, un evento che ebbe anche il patrocinio dell'Infn. Ora tocca ai naturalisti del '700. Pare una beffa che proprio un virus - passato dall'animale all'uomo -ci abbia ora messo lo zampino. --