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LA STORIAAltra importante vittoria per l'associazione "Trapiantami un sorriso-Pavia per i Trapianti" che si è aggiudicata i finanziamenti necessari per condurre un grosso progetto di ricerca sull'infezione da SARS-CoV-2 e sulla risposta immune nei confronti del virus in individui fragili e/o con patologie pregresse. 250mila euro l'ammontare del finanziamento: il progetto sarà svolto in collaborazione con strutture di assoluto rilievo: il policlinico San Matteo, l'Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona, in Svizzera, il National Cancer Institute/National Institute of Health negli USA e l'Università del Colorado. Avrà complessivamente una durata di 18 mesi e sarà condotto dalla pneumologa Federica Meloni, responsabile del laboratorio di ricerca di Pneumologia del San Matteo, e da Daniele Lilleri, ricercatore del laboratorio di genetica presso la clinica di Trapiantologia e malattie cardiovascolari, sempre presso il San Matteo. Federica Meloni aveva già coordinato il progetto di crowdfunding di Universitiamo, nel 2017, "Insieme contro il mesotelioma. Nanotecnologie all'attacco del tumore". La Pneumologia pavese è infatti un centro di riferimento per il trattamento e lo studio di questa patologia mortale. Il denaro che consentirà la realizzazione del progetto, che era stato inizialmente presentato anche alla direzione scientifica del San Matteo, arriva da Fondazione Cariplo, attraverso un bando promosso da Regione Lombardia, che è stato appunto vinto dall'associazione presieduta da Paolo Geraci, coordinatore provinciale dei prelievi di organi e tessuti del Centro Trapianti del San Matteo. Come detto ha l'obiettivo di studiare la risposta immune che si sviluppa in seguito all'infezione da SARS-CoV-2, in particolare nei pazienti trapiantati che ricevono terapia immunosoppressiva in confronto con la risposta immune che si osserva invece negli individui sani. Ma non solo. Verranno, inoltre, studiate altre categorie di pazienti delicate come gli anziani, i pazienti con patologie autoimmunitarie e le donne in gravidanza. Sarà studiato non soltanto lo sviluppo di anticorpi contro il virus, ma anche l'attività dei linfociti T, che hanno il compito di eliminare le cellule infettate dal virus e di orchestrare tutta la risposta immune ed infiammatoria. Si cercherà di identificare quali sono i componenti della risposta immune più efficaci per controllare l'infezione e quali quelli che possono invece risultare dannosi, quanto può durare nel tempo la protezione immunitaria nei confronti di nuove infezioni con il virus e quali sono i possibili difetti nella risposta immune che si possono incontrare nei pazienti fragili. I risultati dello studio saranno utili sia per l'identificazione dei pazienti a rischio di sviluppare i sintomi più gravi, sia per lo sviluppo di possibili terapie su base immunologica, nonché di un vaccino efficace. --Daniela Scherrer