Conte adesso dica che cosa accadrà il 4 maggio

La data del prossimo 4 maggio è la nuova linea del Piave. Maledettamente attuale. Bisogna resistere fino a quel lunedì, 17 giorni da oggi. Ligi alle regole e alle corrette norme di comportamento come il 95 per cento e più delle persone finora controllate per strada ha dimostrato di saper fare. Ma poi, con altrettanta disciplina e buon senso, occorrerà far ripartire il Paese. O Piave o morte, era l'incitamento ai poveri fanti italiani dopo la disfatta di Caporetto, 1917, prima guerra mondiale (sia ricordato per inciso: in quella battaglia l'esercito italiano perse tra i 10mila e i 13mila uomini, quasi la metà dei decessi da coronavirus).In questi 58 giorni dalla sera del 23 febbraio, prima vittima a Vo' Euganeo, gli italiani hanno sperimentato tutto e il contrario di tutto. Mascherine no, mascherine sì. Tamponi sì, no, bah. Zone rosse, zone arancioni, zone protette. Autocertificazioni formato quiz. Decreti nazionali, regionali e comunali come se piovesse. Procedure per sussidi e finanziamenti da far impazzire il più scaltro dei commercialisti.Insomma una babele per fronteggiare qualcosa mai visto prima, misterioso e mortale. Le stesse date per la ripartenza sono state più volte cambiate: il 3 aprile, dopo Pasqua, la settimana successiva, infine dopo il ponte del Primo Maggio. I divieti rispettati più per paura del morbo che per senso civico. I morti ancora tanti. Ma i cittadini a questo punto hanno bisogno di certezze. La Lombardia, epicentro della tragedia, ha deciso comunque di riaprire tutto il 4 maggio. Proprio la regione che non si è mai davvero fermata. Nella decisione del presidente Attilio Fontana pesano sia il calcolo economico che il calcolo politico. Il senso del fare dell'area più ricca d'Italia da una parte. E dall'altra la competizione del governatore leghista, spalleggiato da Matteo Salvini, con il governo giallo-rosso di Roma. È sbagliato ripartire? La risposta non può essere negativa solo perché la proposta viene dal leghista Fontana. Un no per partito preso. Fontana e i suoi assessori hanno combinato vistosi guai in queste settimane; la sanità-modello si è inceppata di fronte a qualcosa di troppo grande come il Covid-19; quel che è accaduto nelle residenze per anziani richiama la responsabilità morale oltre a quella penale. Sottolineate dunque le colpe della Lombardia, il governo di Roma dica però agli italiani che cosa intende fare. Conte ha nominato commissari e task force con ben 240 esperti a disposizione, più dei due terzi di quanti siedono in Senato. Il 4 maggio, con tutte le cautele e le innovazioni necessarie, quali attività vitali potranno ricominciare? E come? Domande essenziali, senza colore politico. --© RIPRODUZIONE RISERVATA