Pavia, in provincia 18 morti e altri 70 nuovi infettati

Stefano Romano / paviaLeggere i dati sull'andamento dell'epidemia in Lombardia e in provincia di Pavia è come guardare un grafico dall'andamento piatto: morti e contagi non crescono più a ritmo esponenziale, è vero, ma nemmeno calano. Gli statistici parlano di "plateau": un livello costante che è diverso dal picco, ovvero il raggiungimento del massimo di un'epidemia a cui segue una discesa rapida dei numeri di morti a contagi. La discesa, sia in Lombardia che in provincia di Pavia, per il momento non si vede.le cifreI dati di ieri sulla diffusione (e sugli effetti) del Coronavirus in Lombardia sembrano riflettere il trend dell'intera settimana: tamponi effettuati +6.828 (per un totale di 221.698) , totale positivi +827 (62.153), terapie intensive -48 (1.074); decessi +235 (11.377); ricoverati -34 (12.043), dimessi +674 (37.659). In provincia di Pavia i decessi registrati in 24 ore sono stati 18 per un totale, dall'inizio dell'emergenza, di 771 morti. I nuovi contagi registrati in provincia di Pavia ieri sono stati 70 per un totale che si aggiorna a 3.316 persone infettate dal Covid-19. L'aggiornamento è stato comunicato ieri da Davide Caparini, assessore al Bilancio della Regione Lombardia, nella consueta conferenza stampa per fare il punto sull'emergenza. «nulla come prima»Caparini ha spiegato che «abbiamo imparato che niente sarà più come prima» e richiamando il fatto che «con i nostri comportamenti possiamo controllare la diffusione del virus». La nuova regola è quella delle quattro "D": «Distanza, dispositivi di protezione individuale, diagnosi, digitalizzazione». Caparini ha fatto inoltre un confronto con New York, Londra e Madrid, e Danilo Cereda, membro dell'unità di crisi di Regione Lombardia, ha spiegato che «il maggiore scambio commerciale e la maggiore mobilità delle persone ha permesso alla Lombardia di essere al centro di questo episodio epidemico».più tamponiMa perchè i contagiati in Lombardia non calano? ««I numeri non crollano perché con le nuove linee guida dell'Istituto superiore di sanità stiamo facendo più tamponi a medici di base, operatori sanitari, sociosanitari e pazienti di Rsa con sintomi - aveva spiegato in mattinata l'assessore al Welfare Giulio Gallera -. Ma c'è una forte riduzione di chiamate al 112, i pronto soccorso hanno più pazienti non Covid che Covid, gli ospedali meno ricoverati e si stanno alleggerendo le terapie intensive. Questo è il dato vero, anche a Milano. Le azioni tempestive della Regione e lo sforzo dei lombardi hanno ridotto fortissimamente la diffusione del virus». la trincea di milanoResta sotto la lente degli esperti della regione il caso Milano perché, in una metropoli con quasi un milione e mezzo di abitanti, una ripresa del contagio ai livelli delle scorse settimane metterebbe a rischio la tenuta del sistema sanitario. Resta sotto controllo ma continua a crescere il contagio da Coronavirus nel milanese con 325 nuovi casi, di cui 144 in città. I positivi dunque nella città metropolitana sono 14.675 (6.058 nel capoluogo). In tutte le altre 11 province della Lombardia, invece, i nuovi casi sono stati meno di cento: di questi 94 a Brescia e 45 a Bergamo e solo 18 a Lodi. --