Da "Fusco" a Dal Verme gli altri comandanti contro il nazifascismo
PAVIANei giorni della Liberazione, l'esercito partigiano dell'Oltrepo schiera 4 divisioni: le garibaldine Aliotta e Gramsci, guidate da Americano (Domenico Mezzadra) e Maino (Luchino Dal Verme), la Gl agli ordini di Giovanni Antoninetti (Capitan Giovanni), la matteottina Barni comandata da Fusco (Cesare Pozzi). Nato a Milano il 25 novembre 1912, discendente di un casato dell'antica nobiltà lombarda, di stretta osservanza monarchica, Luchino Dal Verme combatte in Francia e nei Balcani; partecipa alla campagna di Russia, tenente di un reparto di artiglieria della divisione Celere. Rientra in Italia poco prima del disastro dell'Armir. Gli incontri con Italo Pietra, Alide Civardi e il dirigente comunista Beniamino Zucchella lo convincono ad aderire alla Resistenza. Una scelta difficilissima, che gli impone la rottura con la tradizione familiare di fedeltà al re, ma alla quale Dal Verme sente di non potersi sottrarre, di fronte al tradimento di Vittorio Emanuele III e di Badoglio, fuggiti vergognosamente a Brindisi, e allo sfascio della nazione. Maino (nome di battaglia, ispirato a una famosa marca di biciclette) guida la brigata Casotti e poi la divisione Gramsci. Muore il 29 marzo 2017. Paolo Murialdi. Giornalista per vocazione e tradizione familiare (il padre Vezio era un cronista sportivo genovese), si avvicina alla professione nel 1939, neppure ventenne. Con la guerra, diventa sottotenente del battaglione alpino Mondovì. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, si rifugia a Portofino, non rispondendo ai bandi di Salò. Poi diventa vice di Maino alla Casotti, l'anomalia di due non comunisti alla guida di una formazione formata da comunisti e simpatizzanti del Pci; è quindi capo di stato maggiore dell'Oltrepo, in pratica numero due di Pietra. Nel dopoguerra, lavora a "Milano sera", all'Avanti! e al "Corriere della sera", al "Giorno". Si dedica all'insegnamento universitario, a Torino e alla Bocconi; nel 1974 è eletto presidente della Federazione della stampa, e fa parte del cda della Rai, quello dei "professori", tra il 1993 e il 1994. Muore a Milano il 13 giugno 2006. Cesare Pozzi (Vicobarone 1914-Pavia 2007) forma una delle prime bande ribelli, che diventa una brigata e una divisione Matteotti; socialista, difende con tenacia la sua autonomia dall'ingerenza dei garibaldini. Angelo Ansaldi, varzese, classe 1921, comandante della brigata garibaldina Capettini, è tra i protagonisti della presa di Varzi (settembre 1944) e della nascita della zona libera partigiana. Ferito in combattimento, ha una gamba amputata ma continua la lotta. Muore nel 1967. Toscano, classe 1902, macchinista delle ferrovie, Alfredo Mordini combatte con le brigate internazionali in Spagna e con i maquis francesi; ispettore dei garibaldini dell'Oltrepo, comanda il plotone di esecuzione dei gerarchi fascisti sul lungolago di Dongo.--R.Lo.