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Il casoPerché tagliarei corsi infermieri?Come cittadina di Pavia e infermiera professionista voglio esprimere il mio stupore e rammarico per una decisione che ritengo fuori luogo e sbagliata in tempi normali. Assurda, dannosa e per questo ancora più incomprensibile in tempi di Coronavirus.Ho appreso dai giornali e dagli ordini Professionali che Università di Pavia e Asst hanno ridotto di 20 posti i 100 disponibili al Corso presso il Policlinico di Pavia e addirittura hanno bloccato le iscrizioni al primo anno del Corso di Laurea a Vigevano, tagliando così altri 50 posti, 70 in totale.La sanità è oggetto da oltre un decennio di continui tagli sul personale e su strutture ed infrastrutture, da parte di tutte forze politiche che si sono succedute al Governo centrale e locale. L'Italia è ora uno dei paesi Europei con il più basso rapporto di Infermieri sul numero di cittadini. Con l'emergenza Coronavirus, che ha messo in crisi per i volumi dei ricoveri le nostre Strutture Sanitarie e che ha messo in chiaro la scarsità numerica del Personale Infermieristico, da tutte le parti e a tutti i livelli amministrativi si sono susseguite dichiarazioni che riconoscono gli errori del passato e che assicurano su una migliore valorizzazione futura del Personale Sanitario.Purtroppo la prima decisione in merito, proprio a Pavia, proprio vicino a noi, va nella direzione opposta alle dichiarazioni. In continuità con i consueti tagli del passato e dimostra che la classe dirigente non ha imparato nulla dall'emergenza che tutti stiamo vivendo.Mi auguro che Università e ASST rivedano questa loro incomprensibile decisione.Anna Mariniinfermiera, PaviaCoronavirusLa cronologia,il caos e gli erroriArriverà il tempo della più rigorosa validazione scientifica, tuttavia oggi per gli aspetti essenziali così non deve essere. E' la cronologia individuale dell'infezione ad impedirlo. Purtroppo finora lo è stato, inseguendo i riscontri dell'approccio Covid in Cina. In particolare in Lombardia non ne abbiamo coltivato uno autonomamente; con la politica regionale che si è lasciata condurre lungo la strada decisa in precedenza. Un percorso deleterio che ha visto la spogliazione del sistema sanitario territoriale a vantaggio dei cosiddetti centri di eccellenza della sanità privata accreditata. Associare univoco perseguimento della ricerca scientifica più all'avanguardia e colpevole ignavia per le informazioni sul paziente inerenti alla sua clinica, inibendo l'approccio fisiopatologico all'infezione, ha creato confusione, impedito la preventiva protezione delle fasce di popolazione più a rischio, e istantaneamente trasformato un notevole problema di salute pubblica in incombente urgenza ospedaliera.Soltanto la totale dedizione, persino fino al sacrificio, degli operatori sanitari lombardi ha impedito una carneficina ben peggiore di quella che abbiamo sotto gli occhi.Questo tuttavia non deve consentire il mascheramento delle responsabilità e della strada da cambiare. Subito, poiché certamente non possiamo aspettare il vaccino. E se d'ora in avanti, e speriamolo, le morti continueranno a scendere, continuando a perseguire fini che non sono quelli opportuni il rischio è di ricascarci. Oltre a quelli obbligatori della sierologia virale, adesso i rigorosi riscontri più necessari sono quelli dei medici abituati a temperarli al fuoco delle proprie conoscenze di base indotte dall'esperienza clinica giornaliera. E' in tal modo che Veneto ed Emilia Romagna si stanno comportando, costruendo modelli di risposta sanitaria territoriale basati sulla fisiopatologia del Covid - il comportamento cronologico del Coronavirus nei confronti della variabilità individuale dei pazienti. Giorgio Bernasconi. PaviaPoliticaFraschini, lei proprionon si rende contoCaro "Presidente" Fraschini, ho letto con poco stupore la sua lettera di ieri sulla Provincia Pavese.Avrebbe potuto tacere, ma non avevo dubbi che non lo avrebbe fatto.Chiunque al suo posto non avrebbe provato "sollievo" ma imbarazzo, lo stesso che avrebbe dovuto provare quando ha pubblicato un post inutilmente offensivo, quando ha portato il nome del Comune di Pavia alla ribalta delle cronache nazionali per le sue affermazioni razziste, quello stesso imbarazzo che avrebbe dovuto trattenerla dal partecipare ad improbabili trasmissioni televisive (dove peraltro mi dicono avere fatto più che la parte del gallo, la figura del pollo).Ecco, io, al suo posto, avrei provato imbarazzo e vergogna nel constatare che metà dei miei colleghi consiglieri comunali mi ritenevano tanto inadeguato da presentare una mozione di revoca (anzi un po' più della metà, senza considerare il suo di voto). Sa qual è la cosa buffa? Che con la sua lettera lei ha fornito, a chi mai potesse avere ancora qualche dubbio in merito, la prova provata di quanto lo sia effettivamente inadeguato, perché neanche si è reso conto della situazione. Per quanto riguarda le "nuove alleanze" da lei prospettate e le provocazioni che non manca di lanciare ai suoi compagni di coalizione, sorrido, come ho sorriso l'altra sera in Consiglio Comunale nell'ascoltare il suo intervento a favore dell'Amministrazione (il primo che le ho sentito fare se non per chiedere la verifica del numero legale), che mi ha riportato alla mente un personaggio degli anni '90 impersonato da Emilio Solfrizzi, il "Dottor Linguetta" (che forse data la sua giovane età lei non ricorderà). Sono certa che in futuro, passata la fase di "riconoscenza", ci darà ancora grandi "soddisfazioni", dimostrando che dietro alle belle parole del Sindaco Fracassi di coesione e compattezza, come abbiamo avuto modo di leggere anche dalle cronache degli ultimi giorni, la sua maggioranza gli sfugge di mano, pezzo pezzo, ogni giorno che passa.Alice Moggi. consiglierecomunale Pavia a colori