Broni, Fontana e gli altri coach «Tagli all'ingaggio del 15%»

BRONIUn taglio massimo del 15% dell'ingaggio (circa una mensilità e mezza) e una sinergia tra le parti interessate per rilanciare il movimento, una volta terminata l'emergenza sanitaria. E' la proposta avanzata dai 14 allenatori della serie A1 e dai loro assistenti, che hanno inviato una lettera alla Lega basket femminile. Tra i firmatari ci sono, ovviamente, Alessandro Fontana, coach di Broni e il suo vice Simone Righi, oltre ad alcuni tecnici dell'A2, tra cui Fabio Pozzi dell'Autosped Castelnuovo Scrivia.Il primo punto riguarda lo stipendio. «Un pensiero va subito ai tanti che stanno soffrendo e soffriranno. - spiegano gli allenatori nel documento - Siamo fermamente convinti che il nostro apporto non possa e non debba essere ignorato: siamo vigili e attivi nel cercare soluzioni per salvaguardare e tutelare il basket femminile italiano. In primis, forti di questa consapevolezza, vorremmo essere noi a proporre una soluzione alle società, stabilendo volontariamente di ritoccare i nostri ingaggi di una percentuale massima del 15% del compenso annuale, cifra che riteniamo rispettosa di tutte le componenti coinvolte. Vorremmo inoltre che venissero trattate con delicatezza e sensibilità le situazioni di coloro che percepiscono compensi molto esigui e contano su questo unico reddito per sé e magari per la propria famiglia».«Alcuni hanno giocato l'ultima partita a febbraio, altri a marzo, ma il nostro lavoro va ben oltre l'appuntamento domenicale o gli allenamenti settimanali. - precisa coach Fontana - Mi riferisco all'attività fuori dal campo, come ad esempio l'allestimento delle squadre in vista della prossima stagione. Il nostro compito termina sostanzialmente al 30 giugno, quando all'incirca si conclude la parte importante del mercato (in una situazione di normalità). Quindi ci è sembrato giusto rinunciare a una parte del nostro ingaggio, la percentuale massima del 15% è la cifra più idonea per andare incontro alle società, pur nel rispetto del nostro operato».i piani di rilancioLa seconda parte della proposta riguarda il rilancio del movimento: «È nostra volontà, - aggiungono i coach - oggi più che mai, fare squadra con tutte le componenti del nostro sport: federazione, società, staff, giocatrici e procuratori per poter essere parte attiva nella preparazione del futuro prossimo, un tempo che dovrà prevedere la messa in atto di comportamenti virtuosi, coscienziosi e necessari da parte di tutti». «Ripartire nella maniera più giusta possibile è fondamentale, anche se in questo momento non sappiamo quali saranno i danni tangibili che lascerà l'emergenza sulle varie componenti del nostro sport. - precisa Fontana - Bisogna riflettere e provare a costruire qualcosa insieme, perché tra noi coach c'è rispetto e unità di intenti. La lettera vuole dare un primo segnale di forte identità, poi cercheremo di risentirci in videoconferenza perché vogliamo provare a essere parte integrante del progetto di quella che possiamo definire come una nuova costruzione del movimento. La Federazione dovrà delineare delle linee guida ben precise per andare incontro alle società, in particolare quelle medio - piccole che subiranno un forte impatto». Tra i possibili provvedimenti ci potrebbe essere una riduzione delle tasse e dei parametri delle giocatrici. Ma, al momento, è solo un' ipotesi. --FRANCO SCABROSETTI