Casone, la maglia del Milan e tante soddisfazioni nella parentesi alla Samp

Lo stadio «Bentegodi» di Verona è il crocevia della carriera calcistica di Roberto Casone, oggi 69 anni. Nell'impianto veneto, l'ex mediano di spinta di Suardi, con la maglia della Sampdoria, cui giunge in prestito dal Milan, il 26 marzo 1972 segna la sua unica rete in serie A, ma il 20 maggio 1973, tornato in rossonero, assiste a quella che passa alla storia come la "fatal Verona", quando la formazione di Nereo Rocco perde la partita (5-3) e lo scudetto, dopo aver conquistato la coppa delle Coppe pochi giorni prima.spareggio sfumatoFino a 3' dalla fine i rossoneri sperano nello spareggio con la Juve ma il gol di Cuccureddu regala ai bianconeri la vittoria sulla Roma (2-1) e il tricolore. Dopo l'esperienza alla Don Bosco e all'Alessandria, l'approdo al Milan nel 1969: «Il mio esordio a Catania, in campo neutro, contro il Palermo - spiega Casone, mister della Junior Pontestura, formazione di Prima categoria con sede a Casale Monferrato - una soddisfazione enorme per un ragazzo di 18 anni che arrivava da una piccola realtà come Suardi. Lodetti e Rivera erano le due mezze ali, Trapattoni mediano, quindi non era facile entrare perché c'era solo una sostituzione. Successivamente sono diventate due, ma una era per il portiere, quindi gli allenatori la sfruttavano solo verso la fine, perché se si fosse infortunato il portiere erano guai. Il mercoledì poi giocavo nel campionato De Martino, in cui erano utilizzate le riserve». grande emozioneIl Paron lo stimava: «Dicevano che Rocco non facesse giocare i giovani, ma mi mise in campo dal primo minuto contro la Juventus a San Siro di fronte a 83mila persone. Sulle scalette, quando ho visto quella muraglia di gente, mi tremavano le gambe. Karl Heinz Schnellinger mi diede una spinta e mi disse, in un misto tra italiano e tedesco: "Non ti fermerai sul più bello"». Nel 1971-1972 il passaggio alla Sampdoria: «Ero arrivato in prestito gratuito nell'operazione di mercato che aveva portato Lodetti a Genova e Benetti a Milano. Avevo avuto un signor allenatore come Heriberto Herrera, con cui mi sono trovato molto bene, e compagni di squadra come Suarez e Lippi. Avevo collezionato 26 presenze, in un'occasione ero partito in panchina, mentre avevo saltato le ultime tre partite per un'operazione al menisco. Mi ricordo il gol a Verona e quello al Genoa nel derby di Coppa Italia, grazie a cui ho vissuto di rendita per due mesi con i tifosi blucerchiati, veramente speciali. Quando eravamo in ritiro estivo nel Cuneese e abbiamo giocato la prima partitella in famiglia saranno stati in duemila con bandiere e striscioni». L'anno seguente il ritorno in rossonero: «Purtroppo dovetti aspettare quattro mesi perché l'operazione al menisco aveva fatto infezione, mi si gonfiava il ginocchio, quindi ho ripreso ad ottobre - dice Casone - però ho avuto la fortuna di giocare in coppa delle coppe. Indimenticabile la vittoria nella finale a Salonicco (16 maggio 1973) contro il Leeds United con una rete di Chiarugi. Poi arrivò la "fatal Verona", lottammo tutto l'anno, una beffa». Casone conta anche alcune presenze con le nazionali under 21 ed under 23: «Allora non si giocavano molti tornei giovanili ed ebbi l'onore di avere come ct Beazort e Vicini». Infine conquista una coppa Italia il 1° luglio 1973: Milan - Juventus 6-3 ai rigori. Subentrò (minuto 93) al posto di Anquilletti. Da allenatore, Casone ha guidato anche Vogherese, Vigevano e Lomello.-- FRANCO SCABROSETTI