Ramella tra Varese e Oltrepo «Quando sfiorai il gol a Zoff»
STRADELLAA Stradella lo ricordano perché nella seconda metà degli anni Ottanta fu tra i protagonisti dell'Oltrepo del presidente Tino Rovati, ma Ernestino Ramella, oggi 64enne, detiene un piccolo record: è l'autore dell'ultima rete in serie A nella storia del Varese.Doppio record«Ho un doppio primato - spiega Ramella - perché avevo segnato il gol nella partita decisiva contro il Catania, quando siamo stati promossi dalla B alla A. Segnai di testa. Poi in rovesciata la quarta marcatura in Varese - Sampdoria 4-0, l'ultimo incontro della società biancorossa nella massima serie nella stagione 1974-1975. Ultimamente su internet ho trovato qualche spezzone in bianco e nero della partita Varese-Juventus 0-0, che vado spesso a rivedere, perché prendo un palo clamoroso con Zoff già battuto; poi verso la fine, dopo aver dribblato Spinosi e Morini, mi trovo in una buona posizione, ma calcio incredibilmente alto. Avevo 19 anni, ero giovanissimo. Alla fine di quella stagione siamo retrocessi, ma è stata una bella esperienza». La carriera inizia vicino a casa: «Giocavo negli Allievi a Zinasco, perché a Sairano, dove sono nato, non c'era la squadra - ricorda - poi fui notato da due osservatori nel 1969, a 14 anni. Dovevo scegliere tra il Varese e il Milan, ma alla fine optai per la prima, perché mi garantiva l'alloggio e mi permetteva di studiare, tanto che sono diventato geometra. Poi con il Varese ho avuto la possibilità di giocare ad alto livello, magari non sarebbe successo nel Milan, visto che all'epoca si andava in panchina in due oltre al secondo portiere, non come adesso».Dopo qualche stagione in serie C, l'approdo all'Oltrepo, con la promozione dall'Interregionale alla C2, nell'epoca d'oro della società verdeaazzurra: «Ho fatto di tutto a Stradella - dice - il giocatore, il direttore sportivo, il direttore generale e per tre partite anche l'allenatore, prima dell'arrivo di Rondanini, e andavo in panchina con il numero 16, pronto eventualmente a subentrare. Mi ricordo che abbiamo vinto il campionato alla mia prima stagione, nel 1987-1988, battendo squadroni come il Lecco, il Leffe, la Solbiatese, proprio all'ultima giornata. Segnai 9 gol». Poco dopo ha iniziato la carriera da allenatore: «Ho capito che mi piaceva allemnare - racconta - l'ho fatto per 5 anni negli allievi nazionali del Varese, poi ho avuto delle esperienze all'estero. Nella serie A albanese ho guidato il Flamurtari. Ricordo che era andato bene il girone di andata, ma poi nel ritorno dovevamo giocare alcune trasferte nel Nord del paese, dove purtroppo abbiamo perso diversi punti per qualche scelta arbitrale discutibile. Sono passato al Chiasso nella B svizzera, poi sono stato tre anni in Messico al Pachuca, quindi alla seconda squadra dell'America di Città del Messico». La passione è rimasta: «Adesso sono in pensione e vado in giro per allenare i ragazzi dell'Accademia Italia. Tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre sono stato a Johannesburg, in Sud Africa, per seguire un centinaio di ragazzi del posto, che erano in vacanza dalla scuola. È stata una bellissima esperienza, perché all'estero il calcio giovanile è ancora divertimento e si cerca di insegnare la tecnica; mentre da noi si guarda spesso solo al risultato». --FRANCO SCABROSETTI