"San Giuanin" a Pavia è il patrono degli annegati A Vigevano dei negozianti

VIGEVANONepomuceno. A partire dal nome, San Giovanni (o San Giuanin), la cui statua si trova all'ingresso di piazza Ducale, si colora di un certo mistero. D'ra pumisela, è diventato nel dialetto vigevanese, ma le sue origini sono boeme, praghesi per la precisione, e il nome giusto è Nepomuceno, proveniente da Nepomuk, città boema dove nacque nel 1349. Forse. Perché tutto attorno a questo santo si ammanta di un velo di ignoto. Ad esempio gli storici a lungo hanno discusso se davvero esistesse, poi qualcuno disse che in realtà erano due santi, fino a che non si è giunti alla conclusione che no, in effetti, San Giovanni, la cui statua è l'ottava del ponte Carlo a Praga, è davvero esistito. L'altro mistero, quello più locale, è come sia finito a Vigevano, visto che le attinenze con la città ducale sembrano essere poche.boemia profondaNasce, come detto a Nepomuk, nel 1349. Le date qui sono importanti, perché è di 22 anni più vecchio del teologo boemo Jan Hus, grande riformatore della chiesa boema, ancipatore del protestantesimo e finito sul rogo a Praga. San Giovannino non ha lo spirito del predicatore e del riformatore, ma un certo qual nerbo ce l'ha visto che studia teologia e giurisprudenza a Praga e poi a Padova, fino a divenire canonico della cattedrale di San Vito a Praga, presidente del tribunale ecclesiastico a vicario generale dell'arcivescovo di Praga. Proprio qui arriva lo scontro con re Venceslao che vorrebbe arrogarsi il diritto di nominare i vescovi, almeno quelli delle diocesi a lui vicini.Il clero praghese da quell'orecchio non ci sente e lui, il San Giuanin, finisce annegato, buttato dall'attuale ponte Carlo per ordine del re. È il 20 marzo, data nella quale per molti anni è stato festeggiato (ora è il 16 maggio).la traccia paveseLa morte gli valse il titolo di patrono degli annegati. Forse per questo la sua statua è da sempre in borgo Ticino a Pavia dove oggi sorge la chiesetta lui intitolata. «La chiesetta del ponte Coperto - dice l'appassionato di storia pavese Pier Vittorio Chierico - è dedicata a lui. Tutto nasce nel 1735 circa. Borgo Ticino è un piccolo centro di lavandaie e barcaioli, che con don Giovanni Isola raccolgono fondi per la costruzione della chiesetta sul ponte coperto. Una statua c'era sempre stata sul fiume, in una nicchia fin dal '600. I lavori iniziano nel 1745 e vi verrà spostata al loro termine nel 1749». A Vigevano invece vi arriva molto più tardi. È don Cesare Silva, autore di libri di storia locale a chiarire: «Durante la guerra di secessione spagnola Vigevano è stata più volte occupata dagli austriaci. Nel 1729, anno in cui divenne il prete boemo venne canonizzato, un'armate dell'esercito austrungarico ha occupato il castello e vi ha sistemato la statua di San Giovanni Nepomuceno. A Vigevano vi si sono affezionati ed è diventato il patrono di chi aveva le attività in piazza che lo festeggiano ogni anno. È un culto in generale diffuso nei territori dell'ex impero austrungarico. È singolare il fatto che anche Caramuel era stato vicario generale di Praga. La facciata del duomo, da lui voluta si fronteggia con la statua con un suo predecessore». --Andrea ballone