San Matteo, i ricoverati per Covid sono 325 metà da fuori provincia
Donatella Zorzetto / PAVIAUn esercito di persone che ogni giorno aumenta, allarga le fila premendo sul Pronto soccorso del San Matteo. Sono i malati Coronavirus, anche ieri arrivati a decine. Sono 325, per la precisione, i ricoverati nei diversi reparti del policlinico di Pavia, la metà dei quali è pavese. Per questo il direttore Carlo Nicora ha ritagliato spazi riservati ai contagiati e sta riconvertendo nuovi reparti. L'obiettivo è quello di accogliere il più possibile malati dal territorio ma anche dalle zone vicine: soprattutto Lodi, e poi Cremona e Milano.I ricoveriDei 325 pazienti che attualmente il San Matteo ha in corsia sono 40 quelli più gravi, sistemati in Rianimazione e Sub terapia intensiva. Di questi 16 sono pavesi, di età compresa tra i 57 e 72 anni, 20 sono di Lodi, 2 di Cremona e 1 di Piacenza. Sono distribuiti tra il reparto di Rianimazione del Dea e Cardiorianimazione, all'interno dei reparti speciali, dove da qualche giorno sono stati trasferiti gli ex pazienti. Sempre in condizioni di salute serie, ma non al punto da richiedere il ricovero in Rianimazione, sono i 55 malati in Terapia sub intensiva, cioè quelli che necessitano di assistenza respiratoria. In un primo momento, quando ancora erano pochi, erano stati riservati 8 letti nella palazzina di Malattie infettive, ma in seguito, aumentati in modo consistente, sono stati distribuiti anche su altri posti letto. Sempre a Malattie infettive, come in Pneumologia e Medicina, ma in questo caso nei letti riservati ai malati meno gravi, sono ricoverati 180 infetti. Tra questi ci sono pure quattro giovani: un 25enne di Lodi, insieme a un coetaneo della stessa città e due ultra 20enni di Pavia. Gli spostamentiÈ una lotta continua, quella che il San Matteo combatte contro il Coronavirus. Una lotta fatta anche di spazi da ritagliare in una struttura ospedaliera che ha comunque 500 malati acuti da curare, persone che hanno altre patologie, operate o in riabilitazione. L'ultimo pezzo di policlinico tolto alla degenza "ordinaria" per essere dedicato ai malati Covid-19 è stata Cardiochirurgia: nella palazzina dei Reparti speciali i 17 pazienti sono stati trasferiti nella divisione di Urologia del Dea. L'obiettivo, anche in questo caso, era far presto, per far posto ai numerosi contagiati in arrivo.«Perchè ogni giorno - assicura Nicora - da noi vengono trasferiti o ricoverati almeno 20 positivi Covid-19, anche gravi, da prendere in cura. Noi ci muoviamo tempestivamente, ma la gente deve capire come comportarsi: stare a casa. Non finirò mai di dirlo: non uscite se non quando è indispensabile. Altrimenti l'ospedale sarà saturo».Ora Cardiochirurgia ospita 20 malati Covid-19. Ma prima di questo, di spostamenti a scacchiera ce n'erano stati altri, iniziati due settimane fa. «Tutti i giorni decidiamo il da farsi e lo scenario cambia continuamente - spiega il direttore generale -. Abbiamo iniziato il 21 febbraio scorso riservando 5 posti letto in Rianimazione ai contagiati in gravi condizioni: in questo siamo stati i primi in tutta la Regione. E in soli 20 giorni, siamo arrivati a 34. Poi abbiamo creato per i malati Coronavirus un percorso dedicato e posti letto riservati nell'intera palazzina di Malattie infettive, su tre piani più gli ambulatori al piano terreno. Per far questo abbiamo trasferito 20 pazienti di Oncologia al Dea. Ma, visto che ne arrivano circa 20 al giorno, allora abbiamo dovuto trovare altre soluzioni, occupando prima una parte e poi tutta Pneumologia».Nicora prosegue: «Subito dopo, poichè il numero di malati in accesso rimaneva sostenuto, siamo passati a mettere mano a Medicina, reparto in cui abbiamo attrezzato 70 letti Covid-19. E adesso si è aperto un altro fronte. L'ultima trasformazione avviata è quella dell'ex Ortopedia, dove abbiamo allestito 11 posti di Rianimazione con la possibilità di averne altri 19. Gli impianti sono pronti, mentre monitori e pompe sono in arrivo. Quello che manca è il personale: per 11 posti servono 11 medici e 24 infermieri; per 19 sono necessari 16 medici e 34 infermieri. Abbiamo chiesto alla Regione di mandarceli e siamo in attesa».L'andamento del virusNello schema che pone a confronto le diverse province lombarde nell'andamento del virus in termini di aumento dei casi positivi registrati tra il 17 e 18 marzo, Pavia occupa, con + 94 contagiati, il quarto posto dopo Brescia (+484), Milano (+318) e Bergamo (+312), mentre Cremona è a pari merito con +94 e Lodi, invece, segue con +27.Quindi, proprio sulla base di questi numeri, il policlinico di Pavia si dice pronto a ricavare nuovi spazi, ma per renderli operativi aspetta medici e infermieri. Intanto, ieri, in una cinquantina sono arrivati al Pronto soccorso di Malattie infettive per un primo screening: in diversi casi, visti i sintomi, è seguito il tampone. E una buona parte di quelle persone, verso sera, è stata ricoverata. --