A Casteggio il mercato salva il commercio Ma l'Ascom non esulta

CASTEGGIO. Il commercio di vicinato di Casteggio vince sulla crisi grazie anche al traino del mercato ambulante. I dati forniti da Ascom Oltrepo relativi al 2019 parlano infatti di una situazione positiva, malgrado le chiusure anche l'anno scorso non siano mancate. «C'è comunque un buon ricambio -sottolinea il segretario Ascom, Paolo Covre- grazie alla vitalità del contesto urbano. Nel corso del 2019 ci sono state 11 aperture, a fronte di 17 chiusure e 9 subingressi». Se si sommano i negozi di nuova apertura e quelli per i quali c'è stato un cambio di gestione, il bilancio è nel complesso positivo, con 8 negozi in più nel 2019 rispetto all'anno passato.«Tutto sommato si tratta di un dato più o meno in linea con quelli di alti Comuni oltrepadani, come Broni e Stradella. - prosegue Covre- Certo le chiusure purtroppo non mancano, ma la situazione è vitale, grazie a nuove attività che alzano la saracinesca». Un quadro che comunque è in mutamento rispetto agli anni passati, quando pur con un bilancio tra aperture e chiusure all'incirca simile al 2019, c'erano però state molti più attività aperte (e in proporzione chiuse). L'anno prima, il 2018, aveva infatti fatto registrare 29 aperture e 26 chiusure, mentre nel 2017 i negozi che hanno aperto erano stati 30 a fronte di 20 che avevano cessato l'attività. Numeri ancora più alti erano stati registrati nel 2016, quando erano state ben 35 le saracinesche alzate per la prima volta a fronte di sole 17 chiusure. Insomma, la crisi si fa sentire, ma a Casteggio tutto sommato non ha effetti devastanti sul commercio di vicinato. Merito, secondo il segretario dell'Ascom, anche di un mercato ambulante che resta piuttosto vivace e che fa da traino al resto dell'economia. Il mercoledì e la domenica mattina sono sempre molto numerose le persone che arrivano a Casteggio per acquistare fra le bancarelle: «Forse il mercato di Casteggio non è più frequentatissimo come 15 anni fa, ma rimane un ottimo richiamo di avventori in città. E' quindi innegabile che anche le altre attività commerciali possano beneficiarne». --Alessio Alfretti